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Pagamento sanzioni della 231 anche se c'è fallimento

del 16/11/2012
di: La Redazione
Pagamento sanzioni della 231 anche se c'è fallimento
Società soggetta alle sanzioni ex 231anche in caso di fallimento. Le società già fallite accusate per responsabilità amministrativa degli enti sono comunque soggette al pagamento delle sanzioni previste dalla «231». È questo il nuovo principio affermato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 44824 del 15 novembre nell'ambito dell'inchiesta penale a carico dell'azienda condotta da Stefano Ricucci. In particolare il gup presso il tribunale di Roma aveva escluso la sussistenza delle sanzioni dal momento che la società era già fallita.

Con una interessante motivazione, la Cassazione ha invece affermato che la procedura concorsuale non è paragonabile alla morte del reo e quindi non legittima l'esclusione dalla responsabilità. Tanto più che così facendo lo Stato non recupererebbe il denaro di cui è creditore. Questo perché, anche nel caso in cui la società non abbia prospettive di tornare in bonus, la sanzione irrogata nel corso del fallimento potrà legittimare la pretesa creditoria dello stato al recupero dell'importo di natura economica mediante insinuazione al passivo. Si tratta, peraltro, di credito assistito da privilegio, la cui funzione pratica sarebbe assai limitata se tale causa di prelazione non potesse essere azionata in caso di fallimento della società. In altri termini, ecco nero su bianco il nuovo principio affermato, «il fallimento della società non è equiparabile alla morte del reo e quindi non determina l'estinzione della sanzione amministrativa prevista dal decreto 231». Insomma, il fallimento dell'impresa collettiva, quindi, può al massimo assimilarsi alla «situazione di un malato». Una società fortemente indebitata, spiega ancora Piazza Cavour, e in stato di pesante dissesto può paragonarsi a un malato grave, la cui morte è altamente probabile ma non certa nel se e nel quando. E fino al momento della morte effettiva del soggetto non è possibile dichiarare l'estinzione del reato solo perché il decesso è, un futuro non lontano, altamente probabile. In altri termini il reato si estingue solo per la morte effettiva della persona. Riportando questo discorso alle aziende il reato può estinguersi solo dopo la cancellazione dal registro delle imprese e non durante il fallimento. Ora gli atti torneranno in tribunale affinché il gup applichi la sanzione secondo l'orientamento inaugurato in sede di legittimità.

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