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Riduzioni: la produttività sull'ottovolante

del 16/11/2012
di: di Daniele Cirioli
Riduzioni: la produttività sull'ottovolante
La produttività perde risorse nel 2013, ma si estende al 2014. Infatti, il fondo per la detassazione del salario di produttività si riduce di 250 milioni nel 2013 (risorse destinate al sostegno delle aree colpite dall'alluvione degli ultimi giorni), ma in cambio l'agevolazione è prorogata al 2014. Il saldo è comunque positivo. Infatti, rispetto alla versione del governo che stanziava 1,6 miliardi, la camera ha ridotto a 950 milioni le risorse del 2013 ma ha esteso l'incentivo al 2014/2015 con un miliardo e 200 milioni (in totale, dunque, 2 miliardi 150 milioni).

Produttività. Il ddl di Stabilità prevede con la proroga per il 2013 l'introduzione di una «speciale agevolazione», non meglio specificata (legata all'accordo tra le parti sociali in corso) che troverà applicazione nel limite di 950 milioni di euro nel 2013 e di 400 milioni di euro nel 2014. A tal fine, un decreto del presidente del consiglio dei ministri, di concerto con il ministro dell'economia, fisserà le modalità di attuazione. Qualora il dpcm non dovesse arrivare entro il 15 gennaio 2013, le relative risorse saranno utilizzate per finanziare politiche per l'incremento della produttività. Infine, per la proroga della misure nel 2014 viene stabilito un limite massimo di spesa di 800 milioni, 600 per il 2014 e 200 per il 2015 (effetto trascinamento) con termine per adozione del dpcm al 15 gennaio 2014. Complessivamente, dunque, le risorse per la produttività ammontano a 2 miliardi 150 milioni di euro.

Fondo R&S. A partire dal 2013 è istituito uno specifico fondo per la concessione di un credito di imposta per la ricerca e lo sviluppo secondo criteri e modalità da definirsi a cura dei ministeri dell'economia e dello sviluppo, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese. Lo stesso fondo, inoltre, è destinato alla riduzione del cuneo fiscale, cioè allo scarto esistente tra costo pagato dall'impresa e netto incassato dal lavoratore. Il credito d'imposta è riservato alle imprese e alle reti di impresa che affidano attività di ricerca e sviluppo a università, enti pubblici di ricerca o organismi di ricerca, ovvero che realizzano direttamente investimenti in ricerca e sviluppo. Al finanziamento del fondo sono destinate le risorse derivanti dalla riduzione dei trasferimenti e contributi alle imprese.

Cud online ai pensionati. A partire dal 2013 gli enti previdenziali non dovranno più spedire il Cud ai pensionati, ma dovranno renderlo disponibile in modalità telematica. Il che significa che sarà spedito per email ai pensionati ovvero (soluzione più plausibile) messo a disposizione su internet e accessibile tramite credenziali (pin). I pensionati con minor dimestichezza con siti web e internet potranno conservare l'attuale versione su carta: è loro facoltà, infatti, richiedere la trasmissione del Cud in forma cartacea.

Nuova stretta contro i falsi invalidi. Continuerà anche nel prossimo triennio la lotta ai falsi invalidi. Viene previsto, infatti, un piano straordinario di 450 mila verifiche da diluire nel triennio 2013/2015 (150 mila annue), in aggiunta all'ordinaria attività di accertamento, dei requisiti sanitari e reddituali nei confronti dei titolari di benefici di invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e diabilità.

Riduzione tasse. Un buono proposito, infine, sulla futura riduzione delle tasse a famiglie e imprese. Si affida, infatti, al Dpef del prossimo anno il compito di valutare sull'anno precedente le maggiori entrate strutturali derivanti dall'attività di lotta all'evasione fiscale e contributiva, nonché della differenza tra spesa per interessi sul debito pubblico prevista ed effettivamente erogata. Le maggiori risorse, assieme a quelle derivante dal recupero fiscale di regioni e comuni e a quelle derivanti dalla riduzione delle spese fiscali, confluiranno in un fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale su imprese e famiglie. Ottima idea se non fosse che le risorse effettivamente disponibili saranno quelle «al netto delle risorse necessarie al mantenimento dell'equilibrio di bilancio e alla riduzione del rapporto tra debito e pil». Come dire, appunto, un buon proposito ma praticamente irrealizzabile.

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