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Indennità e vitalizi, giro di vite per le regioni

del 14/11/2012
di: di Simona D'alessio
Indennità e vitalizi, giro di vite per le regioni
Sforbiciata obbligatoria al numero di consiglieri ed assessori regionali, accompagnata da un giro di vite su indennità e vitalizi. E una volta individuate le regioni ritenute finanziariamente più «virtuose», le altre dovranno adeguarsi ai loro parametri entro il 23 dicembre, pena la decurtazione dei trasferimenti dei fondi da parte dell'Erario dell'80%. Taglia il primo traguardo parlamentare il decreto 174/2012 sui costi della politica e sul funzionamento degli enti locali, che dopo il via libera ieri alla Camera passa ora al Senato.

Tempi duri all'orizzonte per Equitalia, poiché i comuni avranno la possibilità di revocare immediatamente alla società l'incarico di riscossione dei tributi, mentre per ciò che concerne l'estinzione anticipata dei mutui, permane il vincolo per le amministrazioni del pagamento di penali alla Cassa depositi e prestiti, penali che, però, non verranno conteggiate ai fini del patto di stabilità interno. E scattano, intanto, regole rigidissime sul pareggio di bilancio, obbligatorio anche per le regioni (e non per tutte le altre amministrazioni locali) e il ruolo di controllo da parte della Corte dei conti; la versione del provvedimento governativo votata dai deputati, inoltre, sancisce l'eliminazione delle verifiche preventive di legittimità della magistratura contabile sui singoli atti (normativi, amministrativi e di programmazione), un passaggio molto delicato che, durante l'iter del provvedimento nelle commissioni a Montecitorio, era stato criticato dai giuristi ascoltati in audizione e dagli stessi presidenti di giunta ascoltati, poiché avrebbe di fatto potuto causare uno stop alla macchina amministrativa. Resta, comunque, nero su bianco, un attento e costante monitoraggio sui conti regionali con pene pecuniarie per chi «sfora». È stato deciso, poi, l'inserimento di un ulteriore controllo esterno da parte del servizio ispettivo del ministero dell'economia e delle finanze sugli enti territoriali.

La stretta non finisce qui, poiché la Conferenza stato-regioni, si legge ancora nel decreto, dovrà stabilire fra meno di un mese, ossia entro il 10 dicembre prossimo, quali saranno le amministrazioni locali con i conti in salute, che costituiranno il punto di riferimento per le altre non proprio così sane finanziariamente: all'assegnazione del «primato», seguirà l'adeguamento di tutti gli altri enti in termini di spese, numero di consiglieri ed assessori, nonché assegno di fine mandato, entro il 23 dicembre. Chi fra i governatori non ottempererà alla disposizione, oppure non riuscirà a mettersi in regola nei tempi prestabiliti, pagherà con la pesantissima decurtazione dell'80% dei trasferimenti erariali e con una ulteriore riduzione del 50% dal 1° gennaio 2013 dell'indennità destinata a consiglieri e assessori, o al sindaco in caso si tratti di comuni; se la Conferenza non si esprimerà su qual è il modello virtuoso, subentrerà il governo nella decisione finale.

Il provvedimento, inoltre, punta a mandare definitivamente in soffitta le spese per la partecipazione dei consiglieri alle commissioni permanenti e in quelle speciali (proprio in queste ultime erano stati segnalati di recente numerosi sprechi): saranno, infatti, completamente gratuite, così come verranno tagliati significativamente gli importi degli assegni di fine mandato. Le regioni potranno disporre il pagamento della pensione o del vitalizio a presidente, consiglieri e assessori, ma soltanto se, a quella data, i beneficiari «avranno compiuto 66 anni di età», e avranno ricoperto tali cariche, «anche non continuativamente, per un periodo non inferiore a dieci anni». L'eco dello scandalo dei fondi ai gruppi politici del Lazio si fa sentire, giacché nelle pieghe del dl, è stata votata una norma che stabilisce che il vitalizio dei consiglieri venga sospeso, o revocato in caso di condanna e interdizione (temporanea o perpetua) dai pubblici uffici.

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