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Imposta attività: salta l'Irap per i micro-autonomi

del 14/11/2012
di: di Duilio Liburdi
Imposta attività: salta l'Irap per i micro-autonomi
Salta l'Irap per i micro-imprenditori. L'imposta regionale sulle attività produttive non sarà dovuta dalle persone fisiche esercenti attività commerciali, arti o professioni che non si avvalgono di lavoratori dipendenti o assimilati, che impiegano, anche mediante locazione, beni strumentali, esclusi gli immobili, per un valore non superiore a 10 mila euro e che non sostengono costi per acquisizioni di servizi superiori a 5 mila euro. Slittano al 2012 le imposte sui beni e sulle attività finanziarie estere dovute solo dal 2012 : i pagamenti di quest'anno sono dunque da considerarsi come versamenti di acconto e, nel 2013, di fatto si pagherà poco o nulla. Inoltre, in attesa di una possibile abrogazione, riduzione dell'Irap con effetto dal periodo di imposta 2013. Sono queste in sintesi le novità principali dell'emendamento fiscale al ddl di stabilità 2013 presentato ieri dai relatori in commissione bilancio della camera.

Imposte sui beni all'estero. Dopo essere stato il tormentone dell'estate, in termini di adempimenti fiscali, l'emendamento interviene in modo radicale sulle disposizioni dell'articolo 19 del dl 201 del 2011 prevedendo:

- lo slittamento dell'entrata in vigore dei nuovi tributi sui beni e sulle attività finanziarie dal 2011 al 2012. Ciò comporta che i versamenti effettuati nell'estate del 2012 sono da considerare di fatto come pagamenti in acconto e che, nella sostanza, in sede di liquidazione delle imposte relative al 2012 a meno di interventi sulla determinazione della base imponibile, saranno ben pochi i versamenti ancora dovuti. In tal senso, un apposito comma specifica il concetto;

- per tutti gli immobili detenuti all'estero e che siano utilizzati come prima abitazione spetta l'aliquota ridotta dello 0,4%. In sé la modifica normativa è semplice ma in concreto si tratterà di comprendere come far funzionare questo concetto con il concetto di residenza in Italia nel momento in cui si parla di abitazione principale all'estero indipendentemente da una attività lavorativa;

- per questi immobili e per gli immobili non locati, assoggettati però a Imu estera, non si devono corrispondere le imposte sui redditi. È questa una modifica che riguarda quelle ipotesi in cui, nello stato estero, vi è una tassazione su base catastale come, per esempio, gli immobili in Svizzera anche nel caso in cui non vi sia reddito prodotto dalla locazione;

- per tutti i conti correnti e i libretti di risparmio, indipendentemente dal fatto che siano detenuti in paesi della Ue o See o meno, si applica l'imposta fissa di 34,20 euro. È questa una modifica che potrebbe comportare l'ipotesi di contribuente che ha versato in eccesso rispetto a quanto risulterà dovuto al momento del versamento del saldo. Si tratta ora di capire se l'ammorbidimento delle disposizioni sulle imposte dovute sui beni all'estero preluda a un intervento più ampio in termini, per esempio, di imposizione patrimoniale. In ogni caso, il tema dell'imposizione sui beni all'estero detenuti da soggetti residenti in Italia continua a non trovare un assetto definitivo anche a fronte di pagamenti già effettuati. Le nuove disposizioni potrebbero peraltro introdurre delle situazioni nelle quali coloro che hanno corrisposto le imposte che sino alla scorsa dichiarazione dei redditi risultavano dovute evidenzieranno una posizione creditoria in virtù delle nuove disposizioni. Si pensi al caso degli immobili esteri non locati ovvero del pagamento delle imposte sulle attività finanziarie.

Irap. L'intervento contenuto nell'emendamento al ddl di stabilità mira a ridurre l'imposizione specifica mediante la tecnica di incremento delle deduzioni dalla base imponibile con effetto dal periodo di imposta 2014. Di fatto gli interventi sono due:

- l'incremento delle deduzioni forfetarie per i lavoratori assunti a tempo indeterminato che sono attualmente stabilite nella misura di 4.600 euro e di 9.200 euro nel caso di lavoratori impiegati nelle regioni del Sud. Le deduzioni vengono portate, rispettivamente, a 7.500 e 15 mila euro. Ulteriore incremento è previsto in relazione ai lavoratori con meno di 35 anni;

- l'importo delle deduzioni per i soggetti che hanno un valore della produzione non superiore a 181.059,91 euro.

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