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Previdenza ragionieri, dal 2013 contributi più salati

del 13/11/2012
di: di Benedetta Pacelli
Previdenza ragionieri, dal 2013 contributi più salati
Ragionieri in pensione a 68 anni e con un contributo soggettivo più elevato. Sono solo alcuni dei passaggi della riforma appena approvata dal Comitato dei delegati della Cassa di previdenza di categoria guidata da Paolo Saltarelli. Un pacchetto complessivo di misure che assecondano le richieste del decreto SalvaItalia, necessarie a garantire la sostenibilità a 50 anni voluta dal ministro del lavoro Elsa Fornero. Insomma i vertici dell'ente di previdenza riescono a trovare quella quadratura del cerchio non riuscita lo scorso 25 settembre quando non fu raggiunto il numero legale dei due terzi, necessario per la validità del voto, non rispettando così l'appuntamento del 30 settembre, data ultima indicata dal decreto salva Italia. La conseguenza della mancata riforma è stata l'immediata applicazione del contributo di solidarietà dell'1% per i pensionati dal 1° gennaio 2012. Un taglio che i ragionieri a riposo hanno trovato nell'assegno pensionistico di ottobre. Tornando alla riforma però una delle novità più sostanziali è quella di un'elevazione progressiva delle aliquote sul reddito che dall'attuale 8% subirà un incremento graduale da un iniziale 10% dal 2013 fino alla previsione del 2018 in cui si stabilirà al 15%. Parallelamente sarà ridotto significativamente l'importo minimo del contributo integrativo oggi pari a 1.776,00 euro, che dal 2013 scenderà a 758,00, mentre il contributo soggettivo supplementare salirà ad un minimo di 444,00 euro per il 2013 con un'aliquota dello 0,75%. Dal punto di vista delle pensioni erogate, invece, è prevista l'abrogazione dell'istituto della pensione di anzianità fino a ieri destinata a chi aveva maturato almeno 58 anni e 37 di contributi e sostituita dalla pensione anticipata, da domani calcolata interamente con il metodo contributivo, a cui possono accedere tutti coloro che all'età di 62 anni abbiano maturato almeno 20 anni di anzianità d'iscrizione. La pensione di vecchiaia verrà conseguita all'età di 68 anni con almeno 40 anni di iscrizione e contribuzione anche se è prevista una fase transitoria. La quota reddituale maturata al momento della decorrenza della pensione verrà poi rideterminata. Un pacchetto di misure, come ha dichiarato lo stesso presidente Salterelli, «equilibrate, molto misurate e soprattutto le uniche possibile. Abbiamo cercato di distribuire i sacrifici equamente e di non penalizzare i giovani. Abbiamo fatto nostre le parole d'ordine del ministro del lavoro Elsa Fornero, sostenibilità, equità, flessibilità nell'accesso, semplificazione e armonizzazione, e le abbiamo tradotte in misure ragionevoli. La riforma ha recepito alcune istanze formulate dai delegati che non ne hanno sostanzialmente alterato l'impostazione».
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