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Falcone: è legittimo l'accordo siglato con l'Inps

del 03/11/2012
di: La Redazione
Falcone: è legittimo l'accordo siglato con l'Inps
Legittimo l'accordo siglato tra Inps e Lapet. In merito alle critiche mosse dal Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro e pubblicate anche su questa testata in data 30 ottobre 2012, circa la presunta illegittimità dell'accordo di collaborazione tra l'Inps e i Tributaristi, Roberto Falcone, presidente nazionale dell'Associazione tributaristi Lapet ha chiarito: «Ci meraviglia questa presa di posizione circa la presunta violazione della legge 12/79. In particolare non è da ritenersi violato assolutamente l'art. 1 della stessa legge che in modo chiaro si riferisce esclusivamente ai lavoratori dipendenti. Il fatto che, per motivi di natura fiscale o amministrativa, i collaboratori sono assimilati ai lavoratori dipendenti, non cambia il loro status giuridico di lavoratori autonomi che in quanto tali, sono privi di quel vincolo di subordinazione caratteristico dei lavoratori dipendenti».

Peraltro, il fatto che i co.co.pro. versano i contributi previdenziali alla Gestione Separata Inps è una ulteriore conferma della tesi sostenuta dalla Lapet. A fronte di tali considerazioni quindi il presidente ha ribadito l'assoluta legittimità del recente accordo siglato tra Inps e Lapet: «Mi auguro che prevalga il buon senso e qualora vengano intraprese ulteriori iniziative, ci opporremo in tutte le sedi opportune nei confronti di interpretazioni rivolte solo alla tutela di meri interessi corporativi. Sul principio dell'assimilazione ci fa specie inoltre constatare come alcune categorie professionali ordinistiche usino due pesi e due misure», ha aggiunto Falcone. «Se le professioni non sono assimilabili alle imprese, nonostante le previsioni del diritto comunitario, perchè in altri casi le assimilazioni costituiscono motivi di diritto?».

In merito poi al punto n. 4 dell'accordo, dedicato alla lotta all'abusivismo professionale, il presidente dei Consulenti del lavoro ha colto l'occasione per invitare alla massima attenzione nella fase di approvazione del ddl «Disposizioni in materia di professioni non regolamentate in ordini o collegi». «Concordiamo sul fatto che l'approvazione del ddl non debba avallare la creazione di ordini di serie b», ha evidenziato Falcone. «Anzi proprio noi non vogliamo nuovi ordini professionali, sono già troppi. Anche l'Antitrust infatti, evidenziando l'eccesso di regolamentazione delle professioni in Italia, aveva già suggerito al legislatore un percorso fondato sostanzialmente sul principio “no a nuovi ordini, no a nuove riserve professionali, sì al riconoscimento delle nuove professioni in un quadro di libertà di esercizio”. È proprio grazie all'approvazione del ddl sulle Professioni non regolamentate che si potrà raggiungere una nuova cultura secondo la quale il riconoscimento non è più necessariamente legato all'istituzione di un ordine professionale ma alla normativa Uni e quindi alla certificazione professionale. Condividiamo quindi la preoccupazione legata all'interesse della tutela del cittadino. In tal senso, la normazione rappresenta soprattutto una forma di tutela per i consumatori e di garanzia ai fini della trasparenza del mercato dei servizi professionali oltre che per gli stessi professionisti. Vogliamo che si realizzi in Italia un mercato professionale libero che possa mettere in condizione l'utente di scegliere il professionista più qualificato. Per questo mi auguro che l'approvazione del provvedimento giunga presto, come promesso, a dare piena dignità a milioni di professionisti».

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