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La Sicilia non paga Stop ai cantieri per calamità

del 03/11/2012
di: di Simonetta Scarane
La Sicilia non paga Stop ai cantieri per calamità
Le imprese edili della Sicilia guidano la rivolta nazionale contro la pubblica amministrazione per i ritardati pagamenti, che, nell'isola, ammontano complessivamente a 1,5 miliardi. Di questi, 409 milioni sono il credito che le imprese di edilizia e costruzioni vantano nei confronti di enti locali e stazioni appaltanti. La regione potrà mettere a disposizione soltanto 26 milioni, residuo dei 900 milioni, circa, sbloccati, per questo, un mese fa dal governo come anticipo. Di fatto, autorizzando la Sicilia, unica regione in Italia, a sforare il patto di stabilità. Ma, di quei 900 milioni destinati dal governo alle imprese siciliane, per gli edili sono rimasti soltanto 26 milioni. Virtuali, perché la loro trasformazione in denaro «dipenderà dalle tasse che saranno incassate dalla regione a fine anno», ha spiegato l'ex assessore regionale alle infrastrutture, Andrea Vecchio, già past president dell'Ance Sicilia e «dismesso», a settembre, dall'ex governatore Lombardo per disaccordi sulla spesa dei milioni sbloccati dal ministro Grilli per l'isola. «I soldi ricevuti dalla regione», ha sostenuto Andrea Vecchio, «sono stati spesi perlopiù per pagare le categorie minime (forestali, precari e formazione), per non fare macelleria sociale, è stato detto. Inoltre, la lista della spesa ha visto destinare poste a impegni futuri, investimenti, e acconto sui debiti verso le società di trasporto pubblico locale, che in Sicilia paga la regione».

La situazione nell'isola che ha appena eletto governatore Rosario Crocetta, non ancora insediato, ha assunto contorni da calamità naturale sul fronte del debito verso le imprese edili. Tanto che queste decideranno di sospendere i cantieri di lavori in corso «per cause di forza maggiore», guadagnandosi così l'impunibilità a norma di legge per colpa della morosità del committente. La chiusura dei cantieri manderà in cassa integrazione 40 mila addetti. Le misure verranno messe ai voti lunedì, nell'assemblea straordinaria, convocata dalle imprese del settore, cui parteciperanno anche il presidente dell'Ance nazionale, Paolo Buzzetti, dell'associazione territoriale, Salvo Ferlito e il presidente di Confindustria regionale, Antonello Montante. Ai voti, anche la richiesta al premier Monti di commissariare, per dissesto finanziario, la regione, proclamare lo stato di crisi del settore edile dell'isola, avviare le procedure per l'accesso al fondo Ue, Feg, finanziato annualmente fino a 500 milioni, per i lavoratori che hanno perso il posto, da gestire direttamente con Bruxelles, bypassando la regione.

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