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Minusvalenze non utilizzate, il 2008 è perduto

del 27/10/2012
di: di Fabrizio G. Poggiani
Minusvalenze non utilizzate, il 2008 è perduto
Perse definitivamente le minusvalenze del 2008 non utilizzate entro fine anno, ma possibilità di utilizzare in misura piena quelle concretizzate nel 2012 per il calcolo «previsionale» degli acconti di novembre.

La manovra di Ferragosto (dl n. 138/2011) ha uniformato la misura della tassazione delle rendite finanziarie al 20% e ha disposto modifiche importanti sulla deducibilità delle minusvalenze e dei differenziali negativi, nell'ambito dei redditi «diversi».

Le minusvalenze su partecipazioni non qualificate e i differenziali negativi, di cui alle lettere da c-bis) a c-quater), del comma 1, dell'art. 67, dpr n. 917/1986 (Tuir), realizzate fino al 31 dicembre scorso, potranno essere portate in deduzione delle plusvalenze e degli altri redditi diversi, determinati con il medesimo regime e realizzati successivamente, per una quota pari al 62,50% del loro ammontare (rapporto tra il 12,5 e il 20%).

Si tratta delle plusvalenze e delle minusvalenze realizzate con la cessione a titolo oneroso di partecipazioni non qualificate e di quelle assimilate, come i certificati di massa, le quote di partecipazione in organismi di investimento collettivo, le valute estere, i depositi in c/c, i contratti derivati, gli strumenti finanziari e quant'altro.

La conseguenza è che, a fronte di una minusvalenza di 1.000 e di una plusvalenza del medesimo importo (1.000) realizzata entro la fine dell'anno, la prima sarà deducibile nella misura di 625; di conseguenza, al momento del realizzo della plusvalenza di 1.000, il contribuente potrà dedurre 625 e tassare al 20% il differenziale pari a 375, per un'imposta dovuta pari a 75. Il medesimo risultato si ottiene ritenendo il 12,5% di 1.000 (125) un credito d'imposta da scaricare sull'ammontare dell'imposta dovuta (200) per effetto dell'applicazione della nuova aliquota (20%) alla plusvalenza (1.000); in tal caso all'imposta pari a 200 si detrae il credito d'imposta pari a 125, ottenendo 75 quale differenziale dovuto.

Non è possibile, invece, compensare una minusvalenza determinata in conformità a un regime diverso da quello applicato alla plusvalenza e, nell'ambito della medesima tipologia di regime (amministrato), non è possibile eseguire la compensazione se gli istituti bancari sono diversi, con la conseguenza che in tal caso il contribuente dovrebbe procedere all'estinzione di uno dei due rapporti, concretizzando le minusvalenze e, con l'attestazione dell'intermediario, procedere nella compensazione a cura dell'ulteriore istituto o, entrando nel regime dichiarativo, direttamente nel modello Unico (quadro «RT»).

Se l'ammontare complessivo delle minusvalenze o delle perdite è superiore a quello delle plusvalenze e degli altri redditi, l'eccedenza è portata in deduzione dalle plusvalenze e dagli altri redditi realizzati nei periodi d'imposta successivi e fino a totale concorrenza, ma non oltre il quarto, a condizione che dette eccedenze siano correttamente indicate nella dichiarazione dei redditi di riferimento.

E se le minusvalenze pregresse, ovvero quelle già realizzate entro la fine dello scorso anno, sono utilizzabili solo nella misura del 62,5%, al fine di assicurare neutralità impositiva fra il vecchio e il nuovo regime, quelle «maturate» al 31/12/2011 ma «realizzate» a partire dal 1° gennaio scorso, saranno interamente riconosciute per il 100% del loro ammontare.

Infine, il legislatore fiscale, al fine di neutralizzare gli effetti distorsivi dell'unificazione delle aliquote, ha introdotto la possibilità di affrancare i maggiori valori maturati sulle partecipazioni non qualificate alla data del 31/12/2011, detenute in regime «dichiarativo» o «amministrato», riconoscendo una rilevanza fiscale alle plusvalenze e alle minusvalenze latenti al 31/12/2011; detta opzione doveva essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta 2011 (Unico 2012) per «tutte» le attività finanziarie e quote o azioni di organismi di investimento collettivo detenute alla detta data, con versamento di un'imposta sostitutiva entro il termine di versamento ordinario delle imposte dovute a fronte del dichiarato.

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