Consulenza o Preventivo Gratuito

Superato l'intoppo d'esame la riforma punta al sì

del 27/10/2012
di: da Napoli Simona D'Alessio
Superato l'intoppo d'esame la riforma punta al sì
Si avvia a tagliare il traguardo, alla Camera la riforma forense (AC 3900). E l'annuncio dell'aggiramento dell'ultimo ostacolo (la norma sulla doppia sessione d'esame, che aveva fermato i lavori, perché priva di adeguata copertura finanziaria) arriva da Guido Alpa, presidente Cnf, che intervenendo ieri a Napoli al congresso straordinario dell'Associazione giovani avvocati (Aiga), annuncia: «È stato superato l'intoppo nato dalla modifica sull'indizione della prova due volte all'anno, poiché il governo si è espresso in senso contrario, quindi martedì l'iter parlamentare riprenderà regolarmente», continua, rivelando che «le università non erano d'accordo, poiché sarebbe stato un aggravio ulteriore, con probabile sovrapposizione» fra i test, considerati i tempi per la correzione degli scritti. Ma all'assise dei legali under45, che si chiude oggi, l'attualità irrompe ancora: fresco è il pronunciamento della Consulta che ha dichiarato illegittima la media-conciliazione obbligatoria per eccesso di delega, e fondata è l'ipotesi di un intervento governativo per «incentivare» lo strumento facoltativo. «Improbabile» si tratti di un decreto legge, riferiscono a ItaliaOggi il numero uno dell'Oua Maurizio de Tilla e Mario Cavallaro (deputato Pd); quest'ultimo, membro della commissione giustizia di Montecitorio, osserva che «è opportuno conoscere le motivazioni della Corte, poi una revisione andrà fatta, ma in sede di provvedimento legislativo, non con decretazione d'urgenza». I giovani della categoria, intanto, forniscono idee per il miglioramento dell'avvocatura. «Siamo stanchi di sentir dire che siamo in crisi», una condizione «ereditata», dalla quale si esce «immaginando progetti e facendo proposte», evidenzia il vertice dell'Aiga, Dario Greco. E una delle idee nasce nel solco di quanto detto dal guardasigilli Paola Severino sulle misure alternative al carcere (in Italia l'82,6% delle condanne sono scontate dietro le sbarre, si veda ItaliaOggi del 27/9/12): serve «un cambiamento del sistema sanzionatorio penale, in cui la custodia cautelare sia «l'extrema ratio» e, nel contempo», incalza, le istituzioni pensino ad «un provvedimento di amnistia da varare in tempi rapidi». Tale percorso, conclude Greco, «avvantaggerebbe il buon funzionamento della giustizia e gioverebbe al rispetto dei diritti umani, considerando il dramma del sovraffollamento negli istituti penitenziari».

vota