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Registro revisori, società senza amministratore

del 24/10/2012
di: di Cristina Bartelli
Registro revisori, società senza amministratore
Società dei revisori, salta il banco. Il 18 ottobre scorso sono arrivate al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti (Cndcec) le dimissioni dell'amministratore delegato della società per la tenuta del registro, Giovanni Morano. Le dimissioni sono state considerate un atto dovuto, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, dopo l'assemblea, sempre il 18, in cui il consiglio nazionale non ha preso alcuna decisione sul destino della società che, dal 13 settembre, si trova a vivere in un limbo. La società ha come oggetto sociale l'attuazione del decreto 28 del 2006, e cioè la tenuta del registro dei revisori. Ebbene, dal 13 settembre il registro almeno sulla carta è passato in capo alla Ragioneria generale dello stato, determinando dunque, per effetto dell'entrata in vigore del decreto sulla tenuta del registro, l'abrogazione del decreto del 2006 e il venir meno ai fini civilistici dell'oggetto sociale della società. Da lì il destino sembrava essere segnato in due direzioni: o la modifica dell'oggetto sociale o la messa in liquidazione. Nessuna delle due cose è avvenuta e Morano ha preferito rassegnare le sue dimissioni. Il passaggio di consegne è sulla carta, perché dal 13 settembre il Cndcec, che è proprietario della società, si è guardato bene dall'effettuare materialmente la cessione della gestione. La situazione è dunque la seguente: né la società dei dottori commercialisti né la Ragioneria possono partire con gli adempimenti legati alle iscrizioni dei revisori. Da lì le preoccupazioni che qualcuno dei revisori a furia di sentirsi rispondere «no non è più nostra competenza», «no non possiamo più accettare le vostre domande», «non sappiamo a chi pagare i bollettini di iscrizioni», «no, non esiste una modulistica per inoltrare le istanze», perda la pazienza oltre che, magari per cavilli meramente burocratici, gli incarichi e chieda risarcimento danni alla società. Inoltre ancora più nel limbo sono i 17 dipendenti del registro, che dal 13 settembre sono in carico alla società senza sapere nulla del loro destino, se messa in mobilità o altra collocazione, attaccati al filo di colloqui con la Consip, avvenuti nelle scorse settimane. Al momento al vertice, dopo le dimissioni di Morano, è rimasto il presidente della società, Giorgio Sganga, che ha effettuato degli incontri con i dipendenti sulle modalità di funzionamento delle procedure. Il presidente del Cndcec, Claudio Siciliotti, nelle scorse settimane aveva inviato una lettera alla Ragioneria dove poneva, come condizione alla consegna materiale del registro (si tratta di chiavi informatiche) una transizione accompagnata da parte della società del registro e garanzie sulla stabilizzazione dei dipendenti. Su questi punti la Ragioneria aveva risposto su ItaliaOggi dicendo di fare riferimento per gli aggiornamenti in merito alla vicenda proprio alla nota di Siciliotti resa pubblica sul sito dei dottori commercialisti. Da allora si è in attesa di un nuovo set di decreti che dovrebbero essere pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale nelle prossime settimane. Insomma il feulleiton sul registro non manca di riservare colpi di scena.
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