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I numeri parlano chiaro. E ci danno ragione

del 17/10/2012
di: La Redazione
I numeri parlano chiaro. E ci danno ragione
Egregio direttore,

le scriviamo all'indomani di una giornata di votazioni per il rinnovo del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili che pensavamo avrebbe posto la parola fine a una campagna elettorale dura e a tratti persino surreale. Dalle dichiarazioni che abbiamo avuto modo di leggere su vari giornali, tra i quali il suo, prendiamo atto che per qualcuno non è così, in quanto persino l'oggettività dei numeri non sembra trovare riscontri nelle posizioni dei due schieramenti in campo. Nelle more della ufficializzazione dei risultati da parte della commissione elettorale che si insedierà presso il ministero della giustizia, è un dato di fatto indiscutibile che, nella giornata di ieri, le due componenti dottori e ragionieri dei consigli dei 143 ordini territoriali, in rappresentanza degli oltre 110.000 iscritti all'albo, hanno esercitato tutti i 740 voti elettorali attribuiti loro. Questi voti sono stati così espressi: 364 a favore delle liste apparentate Siciliotti-Marcello; 358 voti a favore delle liste apparentate Longobardi-Di Russo; 18 non espressi o non assegnati. Questo è un dato inconfutabile il cui significato politico non può essere messo in discussione: di strettissima misura, ma la maggioranza dei consensi è andata alla nostra lista. A quanto pare, vi è la convinzione da parte dei candidati dell'altra lista che 16 voti a noi attribuiti all'unanimità dai consiglieri di entrambe le componenti degli ordini di Bari ed Enna, in rappresentanza di oltre 3.000 iscritti all'albo, siano da considerare invalidi per cavillose ragioni di diritto. La cosa, naturalmente, non ci entusiasma, ma non ci scandalizza. Noi stessi abbiamo presentato un ricorso avverso la decisione del ministero di ammettere la lista Longobardi, nonostante lo specioso trasferimento dall'ordine di Paola a quello di Aosta di un suo componente. Lo abbiamo però fatto il giorno stesso delle elezioni e non prima, proprio perché non volevamo influenzasse in alcun modo quel risultato sul campo rispetto al quale il risultato nelle aule giudiziarie ci interessa solo ai fini dell'accertamento della verità di fatti che a tutt'oggi presentano alcune significative zone d'ombra. Vedremo ora quello che succederà e noi per primi faremo valere le nostre legittime ragioni, sperando però sempre che l'arma del diritto serva a fare chiarezza dove non se ne vede e non a sovvertire nelle aule risultati elettorali acquisiti sul campo.

Claudio Siciliotti e Raffaele Marcello

Candidati presidente e vicepresidente della Lista «Vivere la professione»

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