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Nuove regime: l'Iva va per cassa già quest'anno

del 17/10/2012
di: di Franco Ricca
Nuove regime: l'Iva va per cassa già quest'anno
Iva liquidabile «per cassa» già nell'anno in corso: i contribuenti con giro d'affari non superiore a 2 milioni potranno optare per l'applicazione del nuovo regime con decorrenza dalle operazioni effettuate dal 1° dicembre 2012. Questa la data fissata dal decreto del ministero dell'economia datato 11 ottobre 2012, in corso di pubblicazione sulla G.U. Il provvedimento detta anche le disposizioni di attuazione del regime contabile introdotto dall'art. 32-bis del dl n. 83/2012, chiarendo, tra l'altro, che il superamento del limite di 2 milioni comporta la cessazione del regime speciale con effetto dalle operazioni effettuate dal mese successivo.

Caratteristiche del regime di cassa. Per i contribuenti che decidono di avvalersi del regime di cassa, l'art. 32 bis del dl 83/2012 stabilisce che l'imposta sulle operazioni attive effettuate verso soggetti passivi diviene esigibile al momento dell'incasso del corrispettivo, ma comunque non oltre un anno dall'effettuazione dell'operazione, salvo che il cessionario/committente, prima del decorso del termine, sia assoggettato a procedure concorsuali (non vengono menzionate, invece, le procedure esecutive); parallelamente, il diritto alla detrazione sugli acquisti sorge al momento del pagamento del corrispettivo al fornitore.

In merito alle operazioni attive, l'art. 4 del decreto puntualizza che il cedente/prestatore adempie gli obblighi del titolo II del dpr 633/72 e che le operazioni concorrono al volume d'affari e al prorata con riferimento al momento di effettuazione dell'operazione, anche se l'imposta dovuta va computata nella liquidazione periodica nel corso della quale è incassato il corrispettivo (oppure scade il suddetto termine di un anno).

Per quanto riguarda le operazioni passive, l'art. 5 del decreto precisa che, specularmente, il diritto alla detrazione è esercitato a partire dal momento in cui i relativi corrispettivi sono pagati, o comunque decorso un anno dal momento in cui l'imposta diviene esigibile secondo le regole ordinarie (effettuazione dell'operazione), «alle condizioni esistenti in tale momento». Su questo aspetto si rileva nella norma di legge un difetto di chiarezza sul fatto che il differimento riguardi la nascita del diritto o il momento in cui esso è esercitabile. Il decreto, conformemente all'art. 167-bis della direttiva, all'art. 3 si esprime nel primo senso, precisando poi all'art. 5 che, per quanto riguarda le condizioni, occorre fare riferimento al momento del pagamento del corrispettivo.

Nell'ipotesi di incasso (o di pagamento) parziale, poi, il decreto prevede che l'Iva si rende dovuta (o detraibile) nella proporzione esistente fra la somma incassata (o pagata) e il corrispettivo complessivo dell'operazione.

L'adozione del regime di cassa non ha effetto per i cessionari/committenti, per i quali, in deroga alla regole generale, la norma prevede che il diritto alla detrazione sorge in ogni caso al momento dell'effettuazione dell'operazione (salvo che anch'essi applichino, a loro volta, il regime speciale).

Operazioni escluse. Il regime di cassa non si applica:

- alle operazioni effettuate nell'ambito di regimi speciali di «determinazione» dell'Iva (la norma di legge parla invece di regimi speciali di «applicazione»); sorge quindi il dubbio che l'esclusione si estenda ai regimi speciali di detrazione; la relazione illustrativa del decreto precisa che in caso di esercizio di più attività separate ai sensi dell'art. 36, non è preclusa l'adozione del regime di cassa nell'attività sottoposta al regime d'imposta ordinario;

- alle operazioni effettuate nei confronti di destinatari che non agiscono in veste di soggetti passivi dell'Iva

- alle operazioni effettuate nei confronti di destinatari che assolvono l'imposta con il meccanismo dell'inversione contabile

- alle operazioni ad esigibilità differita di cui all'art. 6, quinto comma, secondo periodo, dpr 633/72 (es. forniture ad enti pubblici).

Specularmente, il diritto alla detrazione non è differito per le seguenti operazioni passive:

- acquisti di beni e servizi soggetti all'Iva con il meccanismo dell'inversione contabile

- acquisti intracomunitari di beni (i servizi ricadono nella previsione precedente)

- le importazioni di beni

- le estrazioni di beni dai depositi Iva.

Ingresso nel regime e obblighi formali. Possono avvalersi del regime di cassa i contribuenti che hanno realizzato nell'anno precedente, o prevedono di realizzare in caso di inizio attività, un volume d'affari non superiore a 2 milioni di euro. A tal fine, occorre manifestare l'opzione, che avrà effetto dal 1° gennaio dell'anno in cui è esercitata o dalla data di inizio dell'attività, secondo le modalità che saranno individuate con provvedimento dell'Agenzia delle entrate; lo stesso provvedimento stabilirà le modalità della revoca dell'opzione.

L'art. 7 del decreto prevede che, qualora sia superato il limite di 2 milioni nel corso dell'anno, il regime di cassa cessa di applicarsi alle operazioni attive e passive effettuate a partire dal mese successivo a quello nel quale il limite è superato; di conseguenza, i contribuenti trimestrali potranno trovarsi ad applicare criteri differenti di liquidazione nel corso del medesimo trimestre e saranno costretti a separare i periodi.

Lo stesso articolo 7 precisa poi che, in caso di superamento del limite o di revoca dell'opzione, nella liquidazione relativa all'ultimo mese in cui è stato applicato il regime di cassa, occorre computare a debito l'Iva «in sospeso» (ossia quella fatturata in regime di cassa per la quale non è stato ancora incassato il corrispettivo); a partire dalla stessa liquidazione, parallelamente, può essere esercitato il diritto alla detrazione dell'Iva non ancora pagata ai fornitori. Riprendendo la norma di legge, l'art. 4 del decreto fa obbligo al contribuente che si avvale del regime di cassa di indicare sulle fatture emesse il riferimento all'art. 32-bis del dpr 633/72; la relazione precisa tuttavia che l'omissione di questa annotazione costituisce violazione formale.

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