Consulenza o Preventivo Gratuito

Riforma ordini professionali, si ricomincia?

del 09/10/2012
di: di Rosario De Luca presidente Fondazione Studi consulenti del lavoro
Riforma ordini professionali, si ricomincia?
Chi pensava che la riforma delle professioni avesse messo la parola fine agli interventi in materia di ordini professionali, si sbagliava di grosso. D'altronde, i fautori e estensori del famigerato emendamento all'articolo 39-bis della Manovra finanziaria di luglio 2011 non desistono. Delusi da una riforma che ha rafforzato il sistema ordinistico, eccoli tornare alla carica per tentare di piazzare nuovi e devastanti interventi. È evidente che agli amanti del libero mercato non possa piacere che per esercitare una professione sia indispensabile essere iscritti a un Ordine. E ciò non piace per stretti motivi economici, non certamente perché si hanno a cuore i cittadini. Chi predica la liberalizzazione del mercato dei liberi professionisti lo fa esclusivamente perchè vuole acquisire fette del mercato (se non tutto). Un vero e proprio tentativo di esproprio di attività che il Cup è riuscito a disinnescare. La teorizzata assimilazione dell'attività professionale a quella di impresa, base del citato art. 39-bis, ha lasciato il posto a nuove norme che rilanciano il sistema ordìnistico. Nuove norme non tutte condivisibili, come nel caso del praticantato o delle tariffe, ma che vanno accettate proprio perché facenti parte di un impianto complessivamente di salvaguardia. Chi focalizza lo sguardo solo su queste criticità, però sbaglia di grosso, perché perde di vista l'ottica di sistema. E servirà attenzione perché l'Antitrust è già ritornato sulla riforma delle professioni, auspicando nuovamente la liberalizzazione dei «servizi professionali».

Come se nulla fosse successo in questi mesi. E dall'Authority arriva anche la notizia che sarà finanziata con contributi forzosi delle grandi imprese , situazione non certo favorevole alla trasparenza dell'azione amministrativa. Ma anche nelle bozze di programma elettorale dei vari partiti sta di nuovo facendo capolino il tema della liberalizzazione degli Ordini, argomento assolutamente vacuo di contenuti. Gli Ordini sono moderni e aperti al mercato ma con le dovute garanzie da offrire al cittadino. Chi vuole svolgere una libera attività è benvenuto. Basta acquisire il titolo di studio, svolgere il praticantato, superare l'esame di Stato e iscriversi all'Ordine.....

vota