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Il Cnf: società tra avvocati senza soci di puro capitale

del 09/10/2012
di: Marzia Paolucci
Il Cnf: società tra avvocati senza soci di puro capitale
Assistenza legale stragiudiziale alla presenza dell'avvocato. E stop al socio di puro capitale nelle società tra legali. La riforma dell'ordinamento forense riparte oggi per l'ennesimo giro di boa: l'esame degli emendamenti al vaglio del Comitato dei nove nominato dalla Commissione giustizia della Camera dei deputati che prosegue già dal 2 ottobre scorso. Il Cnf nel frattempo è ricorso al Tar contro il regolamento professioni - dpr 137/2012 - e il decreto ministeriale parametri – dm 140/2012. Il consigliere segretario del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin si mostra però fiducioso sugli esiti di una riforma che considera «l'inizio di un intenso percorso di rinnovamento», salvo centrare quelle che sono considerate le questioni nodali al vaglio della riforma: riserva della consulenza legale, prova dell'effettività e continuità della professione collegata al reddito, presenza o meno dei soci di capitali, tariffe e specializzazioni. E proprio sulla riserva di consulenza legale, Mascherin considera «importante, nell'interesse esclusivo del cittadino, che la consulenza e l'assistenza legale stragiudiziale svolta in maniera organizzata sia riconducibile all'avvocato e non ad altre strutture che non offrono le stesse garanzie di autonomia, indipendenza e preparazione. Per lo stesso motivo», aggiunge, «siamo fermi nel chiedere che nelle società tra avvocati non trovi spazio il socio di puro capitale». Ugualmente, sui criteri legati al reddito per la prova dell' esercizio effettivo e continuativo della professione, la posizione del Cnf è che «qualsiasi riferimento al reddito può essere eliminato dal testo. Rimaniamo convinti che il principio della professione forense come attività svolta in maniera esclusiva sia un valore per gli stessi giovani che vorranno abbracciare questa professione. Una concorrenza sana è quella che si realizza sul piano della qualità e non certo al ribasso». E sull'avanzato ritorno alle tariffe, Mascherin invoca chiarezza: «Non ne facciamo una questione terminologica, si chiamino anche parametri; benissimo la semplificazione e la trasparenza, lo stesso Cnf ha avanzato una sua proposta in questa direzione. Occorre sottolineare come accordi e preventivi siano spesso di impossibile determinazione. Pensiamo all'ipotesi di un cliente che si presenta all'avvocato con un avviso di garanzia, i cui esiti sono all'evidenza imprevedibili. Resta fermo in ogni caso che all'avvocato debbano essere garantiti compensi rispettosi dell'alta funzione svolta».

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