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Il futuro? Più consulenza e meno adempimenti

del 06/10/2012
di: Marco Caiazzo
Il futuro? Più consulenza e meno adempimenti
Riflessioni sul commercialista che verrà: una figura professionale in continua evoluzione, al centro dei lavori del congresso nazionale Unagraco di Bari. «Per il futuro ci immaginiamo più consulenza e meno adempimenti», evidenzia il presidente dell'Unione nazionale commercialisti ed esperti contabili Raffaele Marcello. «La professione vive un momento di difficoltà che è sotto gli occhi di tutti, quindi è fondamentale massimizzare le attività e lavorare affinché la nostra categoria possa essere rappresentata con sempre maggiore rilevanza nelle sedi opportune, allo scopo di portare avanti le giuste istanze». L'attività del commercialista, sottolinea ancora Marcello, «è legata a doppio filo al ciclo economico del paese. È importante quindi lavorare per farsi trovare pronti quando finalmente l'Italia ripartirà. Il mercato è saturo, molti giovani sono poco più che dei parasubordinati negli studi di colleghi già affermati; di conseguenza diminuiscono sempre di più i ragazzi che iniziano il tirocinio e, successivamente, si iscrivono all'esame di stato». Il commercialista che verrà, ribadisce il presidente del Cndcec Claudio Siciliotti, facendo riferimento al titolo del congresso Unagraco, deve muoversi secondo diverse direttrici. «Abbiamo lanciato diversi segnali per la professione: innanzitutto un richiamo all'etica, perché la nostra deve essere una categoria senza barriere all'accesso ma anche senza barriere all'uscita». «Non va dimenticata la questione della specializzazione: non si sopravvive sapendo un po' di tutto ma si prospera sapendo le cose che sanno in pochi, si tratta di una direzione da indicare ai giovani. E poi bisogna puntare sulla strada dell'organizzazione, perché il tema delle società professionali è fondamentale: non si tratta di una minaccia da respingere ma di una opportunità da utilizzare».

E come deve essere, invece, l'Italia che verrà? Secondo il presidente nazionale dei commercialisti, in primis «bisogna risolvere il problema del debito, alleggerendolo; quello della spesa, tagliandola; e quello di una eccessiva pressione fiscale. Vorremmo risposte concrete su questi tre temi da chi aspira a governare questo Paese, perché così non si può continuare». «Il congresso di Bari», ha sottolineato invece il presidente dell'Unagraco del capoluogo pugliese Giuseppe Diretto, «ha rappresentato un punto di partenza e riflessione sul futuro della professione. Il nostro essere presenti vuole essere un invito alla riflessione, all'impegno e alla responsabilità. Pur non conoscendo gli scenari futuri, abbiamo però il diritto e il dovere di immaginare come desidereremmo che fosse, quasi possedessimo nelle nostre mani «una cassetta degli attrezzi per la società». In una fase importante e delicata come quella che attraversa il nostro Paese, non si potrà che trarre giovamento nell'unire la varie e frammentate idee in un'unica, sola e imponente voce di rappresentanza, che sia punto di riferimento per i sindacati. «Una direzione unitaria», conclude Diretto, «che racchiuderà in sé le diverse visioni e proposte, espressione dei momenti di dialogo e confronto che mai mancheranno, per poi giungere a una sintesi. Tutti insieme possiamo uscire dal tunnel della crisi». «La professione», ammonisce Renzo Guffanti, consigliere Cassa dei dottori commercialisti, «sta attraversando oggi una fase di profondo rinnovamento, in uno scenario economico, politico e sociale in trasformazione, che può avere nel commercialista quella figura in grado di fornire un contributo strategico al rilancio del paese». Secondo William Santorelli, presidente Collegio dei revisori Irdcec, infine, la situazione di forte disagio che è avvertita in tutta la categoria deriva da una crisi economica «con pochi precedenti, molto grave e della quale ancora non riusciamo ancora a vedere un ragionevole termine. Sappiamo come e perché tutto ha avuto inizio, ma trovare una soluzione efficace appare più complesso di quanto si potesse ragionevolmente prevedere».

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