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Contribuenti: non è ammesso evadere per necessità

del 05/10/2012
di: di Valreio Stroppa
Contribuenti: non è ammesso evadere per necessità
L'evasione di necessità non esiste. Chiunque si sottrae agli obblighi fiscali viola un principio costituzionale e tale comportamento deve essere sempre sanzionato per evitare disparità con in contribuenti onesti. Ad affermarlo è il direttore dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera, intervenuto ieri in un convegno all'università Cattolica di Milano. «Non ci sono evasori veri ed evasori falsi», spiega il direttore, «certo le frodi esistono e vanno combattute, ma non credo che nella pratica sia possibile distinguere tra chi evade in modo doloso e chi evade per necessità». Sanzioni sempre, quindi, anche se Befera osserva come «probabilmente possono essere rimodulate, anche se già esistono numerose norme che permettono il pagamento in misura ridotta (ravvedimento, adesione, remissione in bonis)». Il numero uno di via Cristoforo Colombo ha anche parlato del «contrasto di interessi» da molti invocato per arginare la microevasione, ma che «è una soluzione che mi trova contrario. Tra l'altro il nostro ordinamento prevede già oltre 700 agevolazioni fiscali che di fatto sono già una forma di contrasto di interessi». Al centro dei lavori, però, c'era la riscossione. Befera, che è anche presidente di Equitalia, ha sottolineato come da quando tale attività è stata ricondotta sotto la mano pubblica «la lotta all'evasione è diventata più incisiva. Prima nessuno si preoccupava di andare a chiedere le somme ai debitori perché il sistema dei concessionari era autoreferenziale. Se l'evasione sta lentamente calando è anche merito di Equitalia». Infine, due riflessioni sui giovani e sul redditometro. I primi perché «sono più sensibili verso il tema dell'evasione e devono essere i protagonisti del cambiamento culturale necessario»; sull'accertamento sintetico, invece, rispondendo a Beppe Grillo che aveva ironizzato come tra le spese fosse contemplato anche il costo della carta igienica, Befera afferma che «tutti partono dal presupposto che il redditometro misuri la ricchezza. Invece misura la spesa e quindi ci può stare tutto, anche la mortadella». Indicazioni sull'attività più recente degli agenti della riscossione sono giunte da Benedetto Mineo, a.d. di Equitalia Sud: «Ci stiamo concentrando sempre più sui grandi debitori. Le procedure esecutive per gli importi più bassi sono calate. Nel 1° semestre 2012 sono state iscritte solo 2.700 ipoteche contro le 29 mila dell'anno precedente». Raffaello Lupi, ordinario di diritto tributario all'università di Roma Tor Vergata, e Claudio Carpentieri, responsabile fiscale Cna, hanno analizzato le differenze tra l'evasione da riscossione (omessi versamenti) e quella «volontaria» (come le frodi carosello). «I contribuenti in passato erano abituati a vedersi applicata sempre la sanzione minima», ribadisce Pasquale Cormio, direttore controlli e riscossione della direzione regionale Lombardia delle Entrate, «oggi invece sono commisurate ai comportamenti pregressi. Per questo in caso di recidiva sono maggiori, sempre nei limiti consentiti». Sotto i riflettori pure la transazione fiscale, che secondo il presidente dei commercialisti milanesi, Alessandro Solidoro, «con le recenti modifiche che obbligano il debitore all'integrale versamento delle ritenute, oltre che dell'Iva, è destinata a morte certa».

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