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Sovraindebitamento: anche il consumatore può fallire

del 05/10/2012
di: di Antonio Ciccia
Sovraindebitamento: anche il consumatore può fallire
Fallimenti telematici e fallimento del consumatore. Il decreto legge sulla crescita, approvato ieri in Consiglio dei ministri, da un lato manda in soffitta le comunicazioni cartacee e velocizza i rapporti tra cancellerie, curatori e creditori; dall'altro lato introduce una procedura ad hoc per risolvere la situazione di sovraindebitamento del consumatore meritevole, con conseguente esdebitazione. Vediamo le novità in dettaglio.

Fallimenti telematici. Molte le modifiche proposte che toccano tutti i passaggi della procedura concorsuale. Diventa telematica la notifica del ricorso per la dichiarazione di fallimento. Al curatore viene imposto l'obbligo di effettuare le comunicazioni ai creditori per via telematica: non a caso si impone ai creditori di indicare al curatore il loro indirizzo di posta elettronica certificata. L'uso della Pec diventa la regola anche nei rapporti tra commissario giudiziale o liquidatore e creditori (nel concordato preventivo) e tra commissario liquidatore e creditori (nella liquidazione coatta amministrativa). Per via telematica deve essere inoltrata la domanda di insinuazione al passivo per via telematica. In particolare per la domanda di ammissione al passivo va sottolineato che l'istanza in via telematica è da inoltrare direttamente al curatore. Nella relazione accompagnatoria si spiega che questo contribuirà a diminuire gli oneri delle cancellerie delle sezioni fallimentari dei tribunali. Il decreto prevede che il ricorso si può presentare personalmente. Si fa inoltre riferimento all'articolo 22 comma 3 dlgs 82/05: questo significa che qualunque creditore può scrivere una domanda di ammissione su supporto cartaceo, sottoscriverla in maniera tradizionale e poi spedirla autonomamente (se munito di un indirizzo di posta elettronica certificata) o affidarla per l'inoltro a un qualsiasi soggetto che sia dotato della Pec. Inoltre è prevista la comunicazione del progetto dello stato passivo formato dal curatore all'indirizzo di posta elettronica dei creditori, così come dell'esito dell'accertamento del passivo. Anche per il progetto di riparto si prevede che l'invio a tutti i creditori avvenga a mezzo Pec. Passando ad altra procedura si effettuerà a mezzo posta elettronica certificata la comunicazione ai creditori della proposta di concordato e della comunicazione, da parte del curatore, della approvazione della proposta al proponente e ai creditori dissenzienti. La regola delle comunicazioni a mezzo Pec riguarda anche la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza (legge n. 274/1998). Le novità avranno un'applicazione graduale, secondo un calendario stabilito dal decreto.

Fallimento del consumatore. Il decreto crescita bis integra e corregge la legge 3/2012 in materia di composizione della crisi da sovraindebitamento. Si tratta di una risposta ai casi in cui il dissesto tocchi un soggetto che non può fallire (non avendone i requisiti previsti dalla legge), con l'obiettivo di arrivare all'estinzione delle obbligazioni del soggetto sovraindebitato non fallibile. Con le modifiche, in particolare, si individua un procedimento specificamente destinato al consumatore. Però, non per tutti i consumatori, ma solo per quelli ritenuti meritevoli, dopo averne analizzato la situazione patrimoniale, reddituale e l'esposizione complessiva. La procedura di composizione della crisi, con le modifiche introdotte, somiglia sempre di più a un concordato: si prevede, infatti, che i creditori che non aderiscono alla proposta di accordo non diventano creditori estranei, e come tali titolari del diritto a essere soddisfatti integralmente, ma rimangono vincolati dall'accordo, sempre che concluso con creditori rappresentanti almeno il 60% dei crediti complessivi.

Tornando al consumatore, per avvalersi della procedura, deve presentare un piano, che è vagliato dal giudice (non è previsto un procedimento volto ad acquisire l'adesione o il dissenso dei creditori); il magistrato deve controllare la fattibilità della proposta e la meritevolezza della condotta d'indebitamento adottata dal consumatore. Il piano può prevedere la possibilità di un pagamento anche non integrale dei creditori privilegiati, ma per crediti tributari e previdenziali è possibile solo la dilazione di pagamento. Il decreto, poi, introduce la possibilità di una procedura alternativa di liquidazione di tutti i beni del debitore, anche se consumatore: lascia i beni e a liquidazione avvenuta è liberato dalle obbligazioni.

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