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Più valore a atti irripetibili nella frode fiscale

del 04/10/2012
di: Debora Alberici
Più valore a atti irripetibili nella frode fiscale
Più valore ai cosiddetti atti irripetibili nei processi per frode fiscale. L'imprenditore può essere condannato per aver detratto costi corrispondenti a fatture false sulla base delle dichiarazioni rese alla Guardia di finanza dai vertici della cartiera che ha emesso i documenti contabili incriminati. Lo ha sancito la Corte di cassazione con la sentenza n. 38514 del 3 ottobre 2012.

La vicenda riguarda un imprenditore di Catanzaro al quale era stata contesta una detrazione fittizia dei costi relativi a fatture soggettivamente inesistenti. In particolare a emettere il documento contabile era stata una società cartiera, priva di strutture e dipendenti.

Durante l'interrogatorio della Guardia di finanza i vertici di quest'ultima avevano dichiarato che i documenti contabili erano falsi sul piano soggettivo.

Questo atto, tecnicamente definito irripetibile, è stato sufficiente a inchiodare l'imprenditore accusato di frode fiscale. Il Tribunale e la Corte d'appello di Catanzaro lo hanno condannato ai sensi dell'articolo 2 del dlgs 74 del 2000, dichiarazione fraudolenta mediante artifici o raggiri. Contro la doppia conforme di merito lui ha presentato ricorso alla Suprema corte eccependo, sotto il profilo della violazione di legge e il vizio di motivazione, la violazione dell'articolo 195 del codice di procedura penale, per avere i giudici del merito illegittimamente valutato dichiarazioni (sostanzialmente ammissive dei fatti) provenienti dalle persone che avevano emesso le fatture in questione, riferite al dibattimento dai verbalizzanti in carenza dell'escussione diretta delle persone medesime.

Sul punto la terza sezione penale ha precisato che «legittima è l'utilizzazione degli atti irripetibili compiuti dalla polizia giudiziaria, nel cui novero rientrano quelli mediante i quali la P.g. prende diretta cognizione di fatti, situazioni o comportamenti umani dotati di una qualsivoglia rilevanza penale e suscettibili di modificazione: ciò si riferisce, nella fattispecie in esame, all'acquisizione delle fatture e degli assegni, nonché alle attività attraverso le quali è stata constatata sia la (inconsistenza di organizzazione aziendale dei soggetti che formalmente avevano avuto rapporti commerciali con l'imputato sia la circolazione fittizia degli assegni versati in pagamento».

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