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Confedilizia: Imu, la situazione è insostenibile

del 03/10/2012
di: La Redazione
Confedilizia: Imu, la situazione è insostenibile
Le tabelle illustrano, in valori assoluti e in percentuale, la differenza fra l'imposta che era dovuta a titolo di Ici nel 2011 e l'imposta che sarà dovuta a titolo di Imu sperimentale nel 2012 per un immobile medio situato nei capoluoghi di regione nei due casi in cui esso sia locato con contratto «libero» (4+4) e con contratto «concordato» (a canone calmierato). La variazione dell'imposta è determinata, oltre che dall'innalzamento dell'aliquota, dall'aumento del 60% della base imponibile, dovuto alla variazione del moltiplicatore da applicare alla rendita catastale (già aumentata del 5% nel 1996), che per gli immobili abitativi è passato da 100 a 160 (Manovra Monti «Salva Italia»). Le aliquote Imu indicate sono quelle al momento previste dalle delibere approvate (in consiglio o in giunta) dai diversi comuni (non riportandosi nulla per i comuni capoluogo di regione che non hanno ancora stabilito le aliquote neppure con le delibere di giunta). Deve tuttavia tenersi presente che, fermo restando il termine del 17 dicembre per il versamento a saldo dell'imposta, i comuni hanno tempo sino al 31 ottobre (salvo proroga, già chiesta dai comuni) per fare o per variare le proprie scelte e che lo stesso governo ha la facoltà di modificare aliquote e detrazioni sino al 10 dicembre.

La Confedilizia rileva che le tabelle mostrano una situazione in molti casi insostenibile, dalle possibili gravi conseguenze sociali nel campo locativo (molti proprietari potrebbero trovarsi costretti ad abbandonare l'istituto della locazione per mettere in vendita sul mercato il proprio immobile come libero). Occorre rimediare con urgenza. C'è bisogno di uno sforzo congiunto di stato e comuni: da un lato, ripensando con urgenza l'Imu sperimentale 2012 per ritornare, quanto agli immobili locati, alla previsione dell'Imu ordinaria (dlgs 23/11), e dall'altro lato affrontando con immediatezza i casi abnormi determinati da delibere comunali. Vanno con urgenza ripensati anche recenti aggravi (con la paradossale riduzione dal 15 al 5% della quota forfettaria di canone esente da tassazione siccome rappresentata da spese).

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