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Il segnale sgradito si può contestare al ministero

del 20/09/2012
di: Stefano Manzelli
Il segnale sgradito si può contestare al ministero
In caso di ricorso contro un'ordinanza che stabilisce nuove regole stradali il ministero dei trasporti può rigettare le censure senza necessariamente formalizzare un rifiuto esplicito. E il ritardo della risposta non inficia il potere della pubblica amministrazione.

Lo ha confermato il Consiglio di stato, sez. IV, con la sentenza n. 4942 del 18 settembre 2012. Un esercente ha proposto ricorso gerarchico contro un'ordinanza comunale sulla viabilità in contrasto con i suoi interessi. Contro il preteso silenzio inadempimento del ministero l'interessato ha proposto ricorso al Tar e al Consiglio di stato senza successo. Con una nota seppure tardiva, specifica la sentenza, il ministero ha compiutamente spiegato le ragioni del non luogo a procedere. Il normale diritto ad un espresso provvedimento decisorio a parere del collegio deve essere contemperato con il principio di trasparenza amministrativa. In pratica anche se l'amministrazione non ha qualificato come reiezione la risposta è evidente che si tratta di un rigetto. E il ritardo nella definizione del ricorso non determina l'automatica illegittimità della determinazione ma solo la possibilità di chiedere un ristoro.

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