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Ingegneri: la tutela della sicurezza è prioritaria

del 15/09/2012
di: da Rimini Simona D'Alessio
Ingegneri: la tutela della sicurezza è prioritaria
Gli ingegneri scommettono sulla tutela della sicurezza dei cittadini e sulla prevenzione dei danni: un progetto di straordinaria rilevanza sociale ed economica, da compiere riaprendo il discorso del fascicolo del fabbricato (la «radiografia dello stato di salute dell'edificio»), ma anche comprendendo nell'Imu una detrazione fiscale per chi acquisisce un certificato sulla sicurezza del proprio immobile. Proposte con cui il Consiglio nazionale degli ordini, che raccoglie oltre 230 mila professionisti, conclude il 57° congresso, accompagnandole a una serie di riflessioni sulla necessità che le professioni dell'area tecnica stringano una ancora più robusta alleanza, perché, dichiara il presidente Armando Zambrano, «uniti si vince, mentre agendo a scapito di un'altra categoria non si va da nessuna parte». Una kermesse, quella di Rimini, in cui la parola «prevenzione» ricorre spesso, declinata nella volontà della categoria «di individuare nell'attività di supporto verso la pubblica amministrazione nell'ambito del controllo di rischi idrogeologici, sismici e vulcanici un fronte importante: vogliamo venga rilanciato il fascicolo di fabbricato, che dovrebbe essere reso obbligatorio in occasione dei trasferimenti di immobili. Ciò permetterebbe», ipotizza, «di fornire una valutazione sul mercato della capacità e della sicurezza degli edifici. La riteniamo una strada efficace e corretta da percorrere quanto prima, così come avviene, ad esempio, per i certificati di risparmio energetico. Credo sia molto più importante, infatti, sapere quanto una struttura è resistente e quali garanzie offre, piuttosto che conoscere i minori costi derivanti dall'impianto di energia installato».

Assai intelligente, inoltre, si rivelerebbe «adottare quanto ventilato nel corso di uno dei dibattiti congressuali: prevedere all'interno dell'Imposta municipale unica (Imu) una detrazione per chi decide di dotarsi del documento che attesti la sicurezza del proprio immobile. Noi ingegneri riteniamo, infatti, che il committente sarebbe ben disposto, grazie al veicolo della defiscalizzazione, a spendere di più» pur di accertarsi delle condizioni del patrimonio. La mozione finale dell'assise del Cni assegna, poi, un posto d'onore alla strategia di un'intesa sempre più salda fra le professioni poiché, Zambrano ne è convinto, «è tempo di uscire dal monadismo che ci caratterizza. L'esperienza del Pat (il comitato che raggruppa le figure dell'area tecnica) sta producendo buoni frutti, al punto che», annuncia, «fra fine anno e l'inizio del 2013 gli ordini promuoveranno insieme un'iniziativa nazionale per esprimere proposte concrete per lo sviluppo e la rimessa in moto dell'economia».

Adesso, però, occorre unire gli sforzi sul versante della formazione continua di qualità: la stella polare cui tende il vertice degli ingegneri è «la certificazione delle competenze, non più l'individuazione asettica di crediti formativi, un sistema che sta mostrando tutti i suoi limiti», e sarà modificato nei prossimi mesi con un decreto attuativo al dpr 137/2012, approvato dal governo a metà agosto. Gli ordini stanno stilando una bozza di revisione «con l'intento di realizzare una rete di offerte di apprendimento ed aggiornamento nei collegi e negli ordini locali che dia il giusto riferimento ad ogni iscritto», favorendo così la «mobilità formativa» fra categorie. Sul tirocinio, invece, «che desideriamo sia veramente professionalizzante per i giovani colleghi, abbiamo scelto la facoltatività per un certo periodo, per poi arrivare all'obbligatorietà quando, però, ci saranno le condizioni economiche giuste» per metterlo in atto. Secondo Zambrano, infatti, l'iter di chi intraprende l'attività ingegneristica «non può che avere uno spazio negli studi professionali. Fin quando ciò non potrà essere assicurato, è preferibile non porre vincoli», sottolinea. Infine, la mozione finale assegna un posto d'onore ad un piano di restyling dell'ordine, che dovrebbe operare in qualità di «catalizzatore di tutte le istanze ingegneristiche. E avere un continuo scambio di idee e informazioni con i soggetti che gravitano nella nostra orbita: scuole, università, associazioni e sindacati», chiude.

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