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Accettazione tacita dell'eredità, ritardi tollerati

del 13/09/2012
di: Roberto Rosati
Accettazione tacita dell'eredità, ritardi tollerati
Non costituisce violazione sanzionabile la richiesta di trascrizione dell'accettazione tacita dell'eredità effettuata dopo 30 giorni dall'atto che ne realizza il presupposto. Lo chiarisce l'Agenzia del territorio con la circolare n. 3 di ieri, 12/9/2012, superando il precedente orientamento e invitando gli uffici ad abbandonare le controversie sulla questione. Il revirement dell'amministrazione parte dall'analisi della disciplina civilistica sul regime di pubblicità di determinati diritti. Viene rilevato, in particolare, che, secondo l'art. 2648 c.c., se il chiamato ha compiuto uno degli atti che importano accettazione tacita dell'eredità, si può richiedere la trascrizione sulla base di quell'atto, qualora esso risulti da sentenza, da atto pubblico o da scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente. La questione riguardava l'applicabilità della sanzione comminata dall'art. 9 del dlgs n. 347/90 in caso di inadempimento, da parte del pubblico ufficiale, della richiesta di trascrizione dell'accettazione tacita nel termine di 30 giorni di cui all'art. 6 dello stesso dlgs. In proposito, l'agenzia osserva che, in caso di accettazione espressa contenuta in un atto pubblico o scrittura privata autenticata, è fuori dubbio che l'omissione del pubblico ufficiale integri una violazione sanzionabile, essendo inquadrabile nell'alveo delle predette disposizioni. La situazione è diversa per l'accettazione tacita, che può configurarsi non solo in presenza di atti di disposizione, ma anche per fatti concludenti. Inoltre, quand'anche la disposizione dei cespiti ereditari emerga da un atto, quest'ultimo potrebbe non essere soggetto, di per sé, a trascrizione per motivi oggettivi (es. donazione di un bene mobile) o per ragioni di forma (es. preliminare di vendita immobiliare stipulato con scrittura privata non autenticata). Anche in questi casi, peraltro, la disposizione del cespite implica l'acquisizione dell'eredità nel suo complesso, inclusi gli eventuali immobili dell'asse ereditario. Pertanto, un successivo atto dispositivo nella forma solenne avrebbe soltanto l'effetto di manifestare il requisito formale necessario per la trascrizione dell'intervenuta (precedente) accettazione tacita. In definitiva, l'atto solenne diventa il veicolo documentale per l'esecuzione della formalità della trascrizione. Ne discende che l'accettazione tacita dell'eredità, non essendo effettuata sulla base di un'espressa dichiarazione di volontà e non essendo necessariamente correlata a un atto trascrivibile ex sé, non rientra nel novero degli atti soggetti a trascrizione per i quali il citato art. 6 pone a carico del pubblico ufficiale l'obbligo di richiesta della formalità. L'agenzia conclude dunque che quando venga redatto un atto dal quale risulti l'accettazione tacita dell'eredità, la trascrizione dell'acquisto mortis causa oltre i 30 giorni dalla data di detto atto non configura una fattispecie sanzionabile, in quanto l'eventuale richiesta di trascrizione effettuata dopo tale termine non integra una violazione tributaria. Intanto con un risposta fornita ieri in commissione finanze alla Camera, il sottosegretario all'economia Vieri Ceriani ha assicurato l'impegno dell'Agenzia delle entrate ad adottare interpretazioni omogenee sul trattamento tributario da riservare ai trasferimenti aventi a oggetto fabbricati strumentali, nonché alle accettazioni di eredità da parte di più soggetti coeredi e alla determinazione della base imponibile in caso di divisione senza conguaglio e successiva vendita del bene attribuito con la divisione. Circolare in arrivo.

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