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Contratti: legittimità dei canoni locativi differenziati

del 12/09/2012
di: a cura dell'Ufficio legale della Confedilizia
Contratti: legittimità dei canoni locativi differenziati
La Cassazione (sent. n. 10834/'11, inedita) ha ribadito un principio consolidato, ma molte volte ignorato. «In materia di contratto di locazione di immobili destinati a uso non abitativo, in virtù del principio della libera determinazione convenzionale del canone locativo», hanno stabilito i giudici romani, «la clausola che prevede la determinazione del canone in misura differenziata e crescente per frazioni successive di tempo nell'arco del rapporto è legittima a condizione che l'aumento sia ancorato a elementi predeterminati e idonei a influire sull'equilibrio del sinallagma contrattuale ovvero appaia giustificata la riduzione del canone per un limitato periodo iniziale, salvo che la suddetta clausola non costituisca un espediente per aggirare la norma imperativa di cui all'art. 32 della legge 27 luglio 1978, n. 392 circa le modalità e la misura di aggiornamento del canone in relazione alle variazioni del potere d'acquisto della moneta».

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