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Housing sociale: al piano città, fondi per 2 mld

del 08/09/2012
di: di Andrea Mascolini
Housing sociale: al piano città, fondi per 2 mld
Parte il piano per le città con le risorse che la Cassa depositi e prestiti ha già stanziato per l'housing sociale, cui si aggiungono anche le risorse statali già destinate al piano di edilizia scolastica, che andranno a sommarsi ai 224 milioni di competenza del ministero infrastrutture. In totale, la dotazione di partenza del piano è di 2 miliardi, circa, dei quali 1,6 mld messi a disposizione dalla Cassa depositi e prestiti. Il piano dovrà trovare la massima partecipazione dei capitali privati, è l'invito del ministero di Porta Pia. E l'auspicio è anche il coinvolgimento delle banche. Entro il 5 ottobre gli enti locali dovranno inviare i progetti all'apposita cabina di regia che si è riunita per la prima volta ieri, al ministero delle infrastrutture, presideuta da Domenico Crocco, direttore infrastrutture del dicastero guidato da Corrado Passera, Alla riunione erano presenti i vertici delle associazioni interessate oltre al vice ministro delle infrastrutture, Mario Ciaccia. Il criterio di selezione dei progetti è quello della immediata cantierabilità, ha fatto sapere il vice ministro delle infrastrutture, unitamente alla capacità di «ridurre i fenomeni di tensione abitativa e degrado sociale, il miglioramento della mobilità nelle aree interessate dal progetto, favorire lo sviluppo economico del territorio». L'obiettivo è aprire i cantieri entro fine 2012. Secondo Ciaccia l'attivazione dei complessivi due miliardi dovrebbe generare, «tra diretto e indotto, investimenti per circa 6 miliardi di euro e creare, all'incirca, 100 mila posti di lavoro». Positivo il commento di Confedilizia che ha rilevato come il piano per la riqualificazione urbana delle città interrompe «la cementificazione del territorio» e mira «al recupero del patrimonio edilizio esistente». Il possibile intervento delle banche è visto con favore dall'Ance guidata da Paolo Buzzetti, presente all'incontro di ieri, dove ha rimarcato che per il coinvolgimento dei privati «sarà necessario accelerare sulla soluzione dei nodi burocratici e fiscali». Tema sul quale Confedilizia, pure presente ieri all'incontro al ministero, ha rinfrescato la memoria sostenendo la necessità dell'«ampliamento delle agevolazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico», in maniera da ridare ossigeno al settore immobiliare, in crisi. «Il piano per le città sarà una volano di crescita economica non solo per l'edilizia ma anche per tutto ciò che le ruota intorno», hanno sostenuto Ance, Federcostruzioni e Confedilizia, «In Italia», ha affermato Buzzetti, «non c'è nessun intervento serio per l'housing sociale da 30 anni. Questa può essere un'ottima opportunità per colmare questo vuoto». Il viceministro Ciaccia ha sottolineato il velocissimo iter che ha portato prima alla definizione della norma sul piano città nel decreto legge 83 e poi alla pubblicazione, il 5 agosto sulla Gazzetta Ufficiale, del decreto ministeriale di attuazione: «Adesso», ha sottolineato, «bisogna fare bene e in fretta per potere selezionare i progetti e avviare i cantieri entro fine anno, se no avremo un negativo effetto boomerang di credibilità». E ha messo in evidenza il quadro delle risorse disponibili. In particolare Ciaccia ha precisato che, a fianco dei 224 milioni di competenza del ministero delle infrastrutture, si pongono anche altri 1,6 miliardi messi a disposizione della Cassa depositi e prestiti con il Fia (Fondo investimenti per l'abitare), 100 milioni per l'efficientamento energetico del piano dell'edilizia scolastica, altre risorse del ministro per lo sport e il turismo, fondi Fas e risorse dell'Agenzia del demanio. «Se a queste risorse aggiungiamo anche i fondi europei si superano i due miliardi», ha detto, ricordando che ad oggi sono giunti 58 progetti da parte dei comuni (fra cui Roma, Napoli, Milano, Torino, Genova). Il complesso dei progetti, ne vede localizzati 10 a Nord-ovest, 12 a Nord-est, 14 al centro, 18 al sud e 4 nelle isole. Di questi, 38 sono espressione di capoluoghi di regione; 17 sono relativi a interventi nell'housing sociale, 16 nell'edilizia scolastica e 5 interessano aree degradate. Tutti questi progetti, inviati prima di oggi al ministero, dovranno, però, essere formalmente ripresentati entro il 5 ottobre, aggiungendosi alla probabile miriade di proposte che giungeranno da tutta Italia. Dopo il 5 ottobre sarà il ministero delle infrastrutture e la cabina di regia a svolgere l'istruttoria, selezionando le proposte ammissibili e i relativi contratti di valorizzazione urbana connessi ad ogni singolo intervento.
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