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Non si può vendere un vino con indicazioni salutistiche

del 07/09/2012
di: Luigi Chiarello
Non si può vendere un vino con indicazioni salutistiche
Un vino non può essere commercializzato e pubblicizzato come «facilmente digeribile». E questo perché una simile indicazione, «che segnala un ridotto tenore di acidità, costituisce un'indicazione sulla salute vietata per le bevande alcoliche». A dirlo è la Corte di giustizia europea, con la sentenza pronunciata ieri e relativa alla causa C-544/10. Il diritto europeo vieta, infatti, tutte le indicazioni sulla salute nell'etichettatura e nella pubblicità per le bevande contenenti più dell'1,2% in volume di alcol. Un divieto ancor più esplicito per il vino. A causa dei pericoli inerenti il consumo di bevande alcoliche, il legislatore Ue ha voluto tutelare la salute dei consumatori, le cui abitudini di consumo possono essere influenzate da indicazioni salutiste. Deutsches Weintor, una cooperativa di viticoltori stabilita a Ilbesheim, nel Land Renania Palatinato (Germania), vende vini dei vitigni Dornfelder e Grauer/Weißer Burgunder in «edizione leggera», accompagnata dalla menzione «acidità lieve» Sull'etichetta, poi, è indicata la dizione seguente: «grazie al nostro speciale processo protettivo “LO3” di deacidificazione biologica diventa gradevole al palato». Sul collarino delle bottiglie compare la scritta «Edizione leggera, facilmente digeribile». Nel listino prezzi il vino reca la seguente espressione: «Edizione leggera acidità lieve /facilmente digeribile». L'autorità incaricata di controllare la vendita delle bevande alcoliche nel Land Renania Palatinato ha contestato l'uso dell'indicazione «facilmente digeribile» perché trattasi di «indicazioni sulla salute» vietate dal diritto dell'Unione. Di conseguenza, Deutsches Weintor ha adito i giudici tedeschi per ottenere l'autorizzazione ad usare questa indicazione per l'etichettatura e la pubblicità dei suoi vini. La Corte federale amministrativa, investita della controversia in ultimo grado, ha chiesto alla Corte di giustizia di precisare la portata del divieto. Ieri il verdetto Ue secondo cui vige «il divieto di usare indicazioni sulla salute per la promozione di bevande contenenti più dell'1,2% in volume di alcol ricomprende l'indicazione “facilmente digeribile”, accompagnata dalla menzione del contenuto ridotto di sostanze considerate negative da un gran numero di consumatori».

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