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Comuni: Patto, ginepraio di adempimenti

del 01/09/2012
di: di Matteo Barbero
Comuni: Patto, ginepraio di adempimenti
Con una circolare diffusa ieri, l'Anci-Ifel ha cercato di fare chiarezza sulla giungla di scadenze e di adempimenti che i comuni devono attraversare per ottenere un alleggerimento del Patto 2012. Molti, però, sono ancora i dubbi irrisolti. Come già ampiamente anticipato da ItaliaOggi dell'11 agosto, sono quattro gli strumenti di cui i sindaci possono avvalersi.Quello più interessante è il cosiddetto Patto regionale verticale «incentivato», che può contare sul fondo stanziato dal dl 95/2012: 800 milioni di euro che andranno alle regioni a condizione che mettano a disposizione dei comuni spazi finanziari per almeno 960 milioni. Il nuovo strumento non si sostituisce, ma si sovrappone al Patto regionale verticale «classico», con un problema di tempistica (anch'esso già evidenziato da ItaliaOggi dell'11 agosto) non da poco: di norma, il Patto verticale prevede che gli enti locali facciano domanda entro il 15 settembre (le regioni hanno tempo fino al 31 ottobre per decidere), ma per accedere alla loro quota degli 800 milioni i governatori dovranno chiudere la partita entro il 10 settembre (termine perentorio). Da qui, il suggerimento (ovvio) per i comuni di anticipare i tempi e comunicare i propri desiderata alla regione di appartenenza entro la prima settimana di settembre, senza attendere la scadenza del 15. La circolare non fornisce chiarimenti su come dovranno regolarsi i comuni nelle regioni (per esempio, il Piemonte) che hanno già deliberato un primo riparto, ma si ritiene che valga la medesima indicazione. In ogni caso, i criteri di riparto (e le modalità operative) andranno definiti dalle regioni in sede di cal o comunque previo confronto con i rappresentanti delle autonomie locali. Rimane dubbio anche il trattamento da riservare a chi non avrà presentato richiesta alcuna: tali enti andranno inclusi o meno nel riparto del Patto verticale incentivato? La circolare non lo dice. L'altra strada che è possibile percorrere è quella delle compensazioni orizzontali. Anche in tal caso, ci sono due alternative: il Patto nazionale (scadenza per le richieste al 20 settembre, rimodulazioni del Mef entro il 5 ottobre) e quello regionale (richieste entro il 15 ottobre, obiettivi da rivedere entro il 31 ottobre). A chi ha quote di Patto da cedere conviene la prima opzione.

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