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Il liquidatore non può rispondere personalmente

del 31/08/2012
di: di Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Il liquidatore non può rispondere personalmente
In assenza di debiti erariali che non siano definitivi, il liquidatore di una società di capitali non può essere chiamato a rispondere personalmente delle somme utilizzate per soddisfare crediti di rango inferiore a quelli tributari. È quanto si legge nella sentenza n. 42/1/12 emessa dalla Commissione tributaria regionale di Bologna e depositata in segreteria il 23 aprile scorso. La richiesta erariale, di notevole entità (superiore ad un milione e novecentomila Euro) scaturiva dall'applicazione dell'articolo 36 del dpr n. 602/73, il quale prevede che «i liquidatori dei soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche che non adempiono all'obbligo di pagare, con le attività della liquidazione, le imposte dovute per il periodo della liquidazione medesima e per quelli anteriori rispondono in proprio del pagamento delle imposte se soddisfano crediti di ordine inferiore a quelli tributari o assegnano beni ai soci o associati senza avere prima soddisfatto i crediti tributari». Nel primo grado di merito, i giudici provinciali, affermando la sussistenza di tutte le tre condizioni previste dall'articolo 36 citato, avevano rigettato il ricorso del liquidatore. Il collegio regionale, dopo aver preso atto dell'insussistenza del requisito della certezza e/o definitività dell'accertamento dei crediti erariali nella fase di liquidazione, ha invece accolto l'appello dello stesso liquidatore. «A norma dello stesso articolo 36 del dpr n. 602/73 e in assenza della definitività della pretesa, il liquidatore della società non può essere chiamato a rispondere delle somme sottratte all'erario, in quanto, detta norma postula la definitività del debito della società (Cassazione Ss.uu. n. 2766/1978)».

Dunque, prosegue il collegio regionale «il liquidatore risponde in proprio e non in solido con la società, ma la sua responsabilità può sorgere solo ove il credito fiscale sia definitivo». La Commissione aggiunge che, in presenza di debiti erariali privi del necessario requisito della definitività, il comportamento tenuto dal liquidatore poteva essere censurato attraverso le azioni previste dalla normativa fallimentare, e quindi, nel caso specifico dal curatore fallimentare; tuttavia, allo stesso liquidatore, per aver pagato altri debiti nel corso della liquidazione, ancorché di rango inferiore a quelli erariali, non può essere ascritta alcuna specifica responsabilità prevista dall'articolo 36 del dpr 602/73.

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