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Non esibire i documenti sul lavoro è illecito amministrativo

del 30/08/2012
di: di Daniele Cirioli
Non esibire i documenti sul lavoro è illecito amministrativo
La mancata esibizione dei documenti sul lavoro è «intralcio» e non «impedimento» all'attività di vigilanza. Pertanto è condotta punibile in via amministrativa con la sanzione da 1.290 a 12.910 euro (ai sensi della legge n. 638/1983) e non in via penale con la sanzione dell'arresto fino a due mesi o dell'ammenda fino a 516 euro (ai sensi della legge n. 628/1961). Lo precisa il ministero del lavoro nella nota protocollo n. 12065/2012, optando per uno degli orientamenti giurisprudenziali in materia (quello più morbido per i datori di lavoro).

Il chiarimento è stato sollecitato dalla direzione territoriale del lavoro di Oristano che, proprio in virtù dell'esistenza del duplice (e contrario) orientamento in giurisprudenza, ha chiesto al ministero di sapere se l'omessa trasmissione all'ispettore del lavoro della documentazione aziendale (di solito è il primo atto che fanno gli ispettori in sede di primo accesso in azienda) integri o meno il reato di cui all'articolo 4, comma 7, della legge n. 628/1961.

Questa disposizione, spiega il ministero preliminarmente, contempla la sanzione penale dell'arresto fino a due mesi ovvero dell'ammenda fino a euro 516,00 nell'ipotesi di «impedimento all'attività di vigilanza» inteso quale condotta finalizzata a ostacolare le indagini espletate dal personale ispettivo. In particolare, aggiunge il ministero, la norma punisce il comportamento di «coloro che, legalmente richiesti dall'ispettorato di fornire notizie (…), non le forniscono o le forniscono scientemente errate o incomplete», riferendosi, in tal modo, a «chiunque» (e non solo al datore di lavoro) non fornisca notizie ovvero le fornisca in maniera scientemente errata o incompleta, dietro esplicita richiesta del personale ispettivo. La giurisprudenza della Corte di cassazione, spiega ancora il ministero, ha avuto modo di evidenziare, in proposito, come la norma sanzionatoria abbia carattere generale e debba essere interpretata nel senso che sanziona ogni inadempimento alle richieste indirizzate a raccogliere, nell'ambito dei propri poteri funzionali, tutte le notizie e le informazioni, in quanto rientranti nei compiti di vigilanza affidati all'ispettorato del lavoro.

Tuttavia, precisa il ministero, d'altro lato la stessa giurisprudenza ha pure delimitato l'applicabilità della fattispecie sanzionatoria penale. Infatti, la Corte di cassazione ha chiarito che la sanzione non colpisce genericamente l'impedimento all'attività di vigilanza ma più particolarmente il rifiuto di fornire notizie o fornirle consapevolmente errate o incomplete. Tra le sentenze, il ministero ricorda la n. 26974/2001 laddove la Cassazione afferma «come l'omessa ottemperanza a siffatte richieste, riferite alla documentazione in genere, non sia penalmente sanzionata, mentre lo stesso potere di richiedere l'esibizione di documenti e le relative sanzioni amministrative comminate ex articolo 3, comma 3, della legge n. 638/1983 siano collegati ai poteri di polizia amministrativa». L'articolo 3, comma 3, della legge n. 638/1983 punisce «i datori di lavoro e loro rappresentanti che impediscano l'esercizio dei poteri di vigilanza» con la sanzione da 1.290 a 12.910 euro. In conclusione, dunque, il ministero istruisce il proprio personale ispettivo nel senso di sanzionare in via amministrativa e non in via penale la mancata esibizione di documentazione da parte delle aziende. E ciò nonostante la stessa Corte di cassazione, in altre sentenze (tra cui la n. 8663/2007), abbia ritenuto realizzarsi, in queste fattispecie (mancata esibizione di documentazione), il reato penalmente rilevante.

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