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Analisi: ragionieri e farmacisti è tempo di risparmiare

del 29/08/2012
di: La Redazione
Analisi: ragionieri e farmacisti è tempo di risparmiare
«In Cassa ragionieri il Cda ha affidato un incarico al nostro interno (e quindi senza ulteriori costi) per fare un esame di quelle che sono le aree critiche dove si possa fare razionalizzazione ed efficienza delle spese. È un lavoro di analisi che si concluderà a ottobre, e che poi lascerà spazio alle attività conseguenti rispetto a ciò che emergerà. Ma voglio sottolineare che già da tempo la Cnpr ha una grande attenzione ai costi. Nel 2012 abbiamo abbassato i tetti per i rimborsi e le spese dei consiglieri e dei delegati e abbiamo gettoni di presenza tra i meno elevati del settore». Così commenta Paolo Saltarelli, presidente dell'istituto pensionistico dei ragionieri. Uscendo così fuori dal coro dei colleghi degli altri enti. «Per ciò che concerne le pensioni agli iscritti, nessuno di noi conosce gli andamenti della demografia soprattutto in archi temporali di cinquant'anni: la mia certezza», conclude, «è che condividere strutture tra alcuni fondi o unirsi può essere la scelta giusta. Posso comprendere che ci siano posizioni personali a difesa delle autonomie, ma credo che l'unica cosa che debba essere tutelata all'interno del sistema pensionistico è la stessa previdenza, e nient'altro». Nonostante i costi bassi del 2010 (281.077 euro), l'Ente dei farmacisti nel 2011 è riuscito a fare ancora meglio (266.573 euro). Il presidente Emilio Croce spiega così la sua ricetta: «Il nostro obiettivo dichiarato da sempre è di spendere poco. Perché io parto da un principio imprescindibile: la carica di presidente di un ente non è un lavoro, bensì un'attività che ognuno di noi svolge o dovrebbe svolgere in base a una libera scelta. Ho difficoltà a spiegare ai miei colleghi professionisti che abbiamo speso una cifra di una certa entità quando loro magari hanno stipendi bassi. Quindi fino a quando la Fornero parla di contenimento di costi e di obiettivi di risparmio io condivido, certo quando si parla di un accorpamento che comporterebbe accettare costi di altri questo no».
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