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Sentenza 12622/2012: la rimessione dei debiti è elusiva

del 29/08/2012
di: di Debora Alberici
Sentenza 12622/2012: la rimessione dei debiti è elusiva
Rimettere un debito senza una valida ragione economica è elusione fiscale. L'amministrazione finanziaria può quindi disconoscere la minusvalenza e recuperare a tassazione le maggiori imposte. Non solo. L'avviso di accertamento motivato per relationem è valido anche senza la notifica della segnalazione della Guardia di finanza.

Sono questi i principi affermati dalla Corte di cassazione che, con la sentenza 12622/2012, ha respinto il ricorsi di un'impresa che aveva rinunciato a un credito verso un'azienda facente parte del gruppo, senza motivare la ragione economica dell'operazione commerciale dalla quale la contribuente aveva ricavato solo un indebito risparmio d'imposta.

La sezione tributaria ha confermato il verdetto della Ctr seppur correggendone la motivazione. Per i giudici di merito, infatti, l'operazione era illecita tanto da configurare un'evasione fiscale. Ad avviso della Suprema corte, invece, l'operazione è solo elusiva perché ha come conseguenza immediata un indebito risparmio d'imposta.

Infatti, ricorda «Piazza Cavour», «l'abuso del diritto consiste nel conseguimento di vantaggi fiscali ottenuti mediante l'uso distorto, pur se non contrastante con alcuna specifica disposizione, di strumenti giuridici idonei ad ottenere un'agevolazione o un risparmio d'imposta».

Sul fronte dell'accertamento gli Ermellini hanno stabilito che la notifica della segnalazione della Guardia di finanza non è necessaria se dal processo emerge che il diritto di difesa del contribuente non è stato violato.

Infatti, ecco il principio richiamato dal Collegio di legittimità, «nel regime introdotto dalla legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 7 l'obbligo di motivazione degli atti tributari può essere adempiuto anche per relationem», ovverosia mediante il riferimento a elementi di fatto risultanti da altri atti o documenti, a condizione che questi ultimi siano allegati all'atto notificato ovvero che lo stesso ne riproduca il contenuto essenziale, per tale dovendosi intendere l'insieme di quelle parti (oggetto, contenuto e destinatari) dell'atto o del documento che risultino necessarie e sufficienti per sostenere il contenuto del provvedimento adottato, e la cui indicazione consente al contribuente, e al giudice in sede di eventuale sindacato giurisdizionale, di individuare i luoghi specifici dell'atto richiamato nei quali risiedono quelle parti del discorso che formano gli elementi della motivazione del provvedimento».

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