A gennaio, la bicamerale di controllo dei soggetti nati con i dlgs 509/1994 e 103/1996 ascoltò il ministro: il sistema, disse, presenta guai finanziari. Ma consentì l'utilizzo, nella stesura dei futuri bilanci a 50 anni, dei rendimenti del patrimonio. A febbraio fu la volta del presidente dell'Enpav (veterinari), anche parlamentare del Pdl, che non risparmiò critiche al ministro del lavoro di un governo che il suo partito appoggiava ed appoggia.
«Non riusciamo ad avere una risposta esauriente e precisa dal ministro», lamentò Gianni Mancuso a mezzo stampa dopo aver presentato diverse richieste di chiarimenti alla Fornero sulla questione della sostenibilità.
Seguirono mesi di stizzito dialogo a distanza, poiché le richieste di convocazione dell'Adepp a via Veneto cadevano nel vuoto. E quando la convocazione arrivò, a fine luglio, riservata ai soli presidenti delle casse e non anche all'Adepp che li rappresenta a livello istituzionale, fu per sapere quali riforme si stavano mettendo in campo per rispettare la richiesta del governo di garantire una sostenibilità a 50 anni. Non esattamente un segnale di fiducia. In vista del 30 settembre, data entro la quale le casse sottoporranno al governo le riforme, c'è calma apparente nei confronti dei diversi enti che si sono limitati fino ad oggi a esternare solo buoni propositi. La professoressa Fornero aspetta gli enti al varco. Con l'autunno si capirà se per le gestioni previdenziali è tempo di (ri)salire sulle barricate. O di firmare l'armistizio.
