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Provvedimenti: incentivi ai virtuosi, film già visto

del 25/08/2012
di: La Redazione
Provvedimenti: incentivi ai virtuosi, film già visto
Le sanzioni per gli enti locali che lo scorso anno non hanno rispettato il Patto di stabilità interno sono arrivate puntuali, ma degli incentivi per gli enti in regola al momento non c'è traccia. Il rischio da evitare è che, come già accaduto lo scorso anno, i premi vengano distribuiti ad esercizio finanziario ormai chiuso. Con il decreto del 26 luglio 2012, il ministero dell'interno ha comminato ai comuni e alle province non in regola con il Patto 2011 sanzioni per oltre 90 milioni di euro (si veda ItaliaOggi del 2 agosto). La maggior parte di tale importo (poco meno di 87 milioni) viene «trattenuto alla fonte», ovvero decurtato dalle spettanze relative al fondo sperimentale di riequilibrio (ovvero ai trasferimenti erariali per gli enti siciliani e sardi). Il resto (poco più di 3 milioni) dovrà essere riversato al bilancio dello stato dagli enti interessati entro il prossimo 31 dicembre. Tali somme sono destinate dalla legge a finanziare equivalenti sconti sul Patto a favore degli enti che nell'esercizio passato hanno centrato il proprio target di finanza pubblica. Come chiarito dalla circolare del Mef n. 5 del 14 febbraio scorso, infatti, anche per il 2012 continua ad operare la disposizione di cui all'articolo 1, comma 122, della legge n. 220 del 2010, come sostituito dal comma 5 dell'articolo 7 del decreto legislativo n. 149 del 2011, che autorizza la riduzione degli obiettivi annuali degli enti locali adempienti in misura pari agli effetti finanziari derivanti dall'applicazione delle sanzioni a carico degli inadempienti. La distribuzione delle premialità deve essere effettuata in base ai criteri definiti con decreto dello stesso Mef di concerto con il Viminale e d'intesa con la Conferenza Stato-città e autonomie locali. Ma tale provvedimento, al momento, non è stato ancora adottato. Si tratta di un film già visto spesso in passato: l'anno scorso, ad esempio, il riparto è stato definito solo con il dm 24 febbraio 2012 (pubblicato sulla G.U. del successivo 5 marzo), quindi abbondantemente dopo la chiusura dell'esercizio finanziario di riferimento. In un simile frangente, la riduzione degli obiettivi serve solo a salvare in extremis qualche ente dallo sforamento, ma non ad agevolare la programmazione degli enti virtuosi, in particolare per velocizzare i pagamenti dei rispettivi creditori. Al contrario, gli enti dovrebbero conoscere con congruo anticipo l'entità degli spazi finanziari aggiuntivi, in modo da poterne pianificare l'utilizzo.

Matteo Barbero

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