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Sentenza n.79/2012: Rito tributario, nullità al minimo

del 07/08/2012
di: di Sergio Trovato
Sentenza n.79/2012: Rito tributario, nullità al minimo
Nel processo tributario le cause di inammissibilità del ricorso devono essere ridotte al minimo. Infatti, la mancata sottoscrizione del ricorso da parte del difensore del contribuente non comporta la nullità dell'atto. Anche la procura può essere conferita in udienza. Lo ha stabilito la Commissione tributaria provinciale di Milano, sezione XLVII, con la sentenza n. 79 dell'8 maggio 2012.

Dunque, anche per vizi che riguardano la mancata sottoscrizione del ricorso o il conferimento della procura non può essere dichiarata l'inammissibilità, fino a quando il giudice non dia un ordine di regolarizzare l'errore commesso e la parte interessata non lo esegua nei termini fissati. L'articolo 12 del decreto legislativo 546/1992, richiamato nella sentenza, prevede che le parti diverse dall'ufficio del ministero delle finanze o dall'ente locale nei cui confronti è stato proposto il ricorso, devono essere assistite in giudizio da un difensore abilitato. L'incarico deve essere conferito con atto pubblico o con scrittura privata autenticata oppure in calce o a margine di un atto del processo. In quest'ultimo caso la sottoscrizione autografa è certificata dal difensore. Le parti devono essere assistite da un difensore tecnico tranne che per le controversie di modesto valore.

La parte può difendersi personalmente nelle controversie di valore inferiore a 2.583,28 euro. Tuttavia, il giudice tributario non può dichiarare inammissibile il ricorso che è stato sottoscritto dalla parte personalmente per le controversie il cui valore è al di sopra della soglia fissata dalla legge. Se la parte sta in giudizio personalmente, il giudice è tenuto a disporre la nomina di un difensore. La inammissibilità potrà essere dichiarata solo per la mancata osservanza dell'ordine del giudice (Cassazione, sentenza 8025/2005).

Quest'ultima pronuncia afferma il principio che va ritenuto errore scusabile anche quello che potrebbe sembrare particolarmente grave, vale a dire la mancata sottoscrizione del ricorso da parte del difensore o il ritardo nel conferimento della procura. Del resto, la disposizione contenuta nell'articolo 12 assume un significato logico soltanto se l'interpretazione è in armonia con un sistema processuale che deve garantire la tutela delle parti in posizione di parità, evitando irragionevoli sanzioni di inammissibilità che si risolvano a danno del soggetto che, invece, si intende tutelare.

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