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Mobilità e solidarietà: la salvaguardia è doppia

del 04/08/2012
di: di Daniele Cirioli
Mobilità e solidarietà: la salvaguardia è doppia
Doppia «salvaguardia» per lavoratori in mobilità e in solidarietà. Oltre che della deroga ai nuovi requisiti per la pensione (riforma Fornero), infatti, questi lavoratori possono congiuntamente avvalersi anche della deroga alla finestra mobile di decorrenza della pensione (riforma Sacconi 2010). Lo precisa, tra l'altro, l'Inps nel messaggio n. 13052 fornendo ulteriori chiarimenti alla disciplina dei cosiddetti esodati.

Fino all'anno 2019. Innanzitutto, spiega l'Inps, i cosiddetti esodati continuano ad accedere alla pensione di vecchiaia o di anzianità:

a) sulla base dei requisiti vigenti prima dl 6 dicembre 2011;

b) sulla base del regime delle decorrenze introdotto dalla legge n. 122/2010 (finestra mobile).

La deroga (la salvaguardia dalla stretta sulle pensioni), aggiunge l'Inps, si applica entro prefissati limiti di risorse fino al 2019. In virtù di tanto, il dm 1° giugno 2012 ha determinato il contingente di lavoratori beneficiari, fissando il limite massimo numerico a 65 mila unità.

Doppia salvaguardia. In tabella sono indicate categorie e contingente di salvaguardati. Nelle prime tre categorie, spiega l'Inps, rientrano anche i soggetti (cosiddetti 10 mila) già salvaguardati dalle norme sulla decorrenza della pensione (finestra mobile) della riforma 2010 (legge n. 122/2010). Tali lavoratori, precisa l'Inps, possono avvalersi congiuntamente della deroga alla finestra mobile e della salvaguardia dai nuovi requisiti di accesso alla pensione della riforma Fornero. Si ricorda, in proposito, che la legge n. 122/2010 ha sostituito le quattro finestre fisse (luglio, ottobre, gennaio e aprile) con una sola finestra, ma mobile e di durata fissa pari a 12 mesi per i lavoratori dipendenti e 18 per i lavoratori autonomi.

Lavoratori in mobilità ordinaria. Relativamente ai lavoratori in mobilità ordinaria, l'Inps spiega che i potenziali destinatari sono i lavoratori collocati in mobilità (legge n. 223/1991) con cessazione dell'attività lavorativa al 4 dicembre 2011 e che perfezionino i requisiti pensionistici, previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti o per gli iscritti nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani e commercianti, lavoratori agricoli), vigenti prima del 6 dicembre 2011 entro il periodo di fruizione dell'indennità. Inoltre, l'Inps precisa che nel computo di tali lavoratori vanno considerati pure quelli ai quali sia stata estesa la disciplina della mobilità (legge n. 223/1991) per effetto di particolari normative, tra cui:

1) lavoratori licenziati da aziende del commercio con più di 50 dipendenti e fino a 200, da aziende di attività logistica che occupino più di 50 dipendenti; lavoratori licenziati da agenzie di viaggio e turismo, compresi operatori turistici, con più di 50 dipendenti e da imprese di vigilanza (legge n. 236/1993);

2) lavoratori del trasporto aereo e delle società derivate (dl n. 249/2004);

3) lavoratori di società di gestione aeroportuale e società da questi derivate (legge n. 203/2008).

Sono invece esclusi i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità in deroga.

Ancora, l'Inps precisa che il «periodo di fruizione dell'indennità», entro cui devono essere maturati i requisiti per la pensione, va verificato alla data del 24 luglio 2012, data di pubblicazione del dm 1° giugno in G.U. Pertanto, eventuali periodi di sospensione della mobilità successivi al 24 luglio non possono essere considerati rilevanti ai fini del prolungamento del periodo di fruizione entro cui maturare i requisiti per la pensione.

Lavoratori in mobilità lunga. Relativamente a tale categoria di lavoratori, l'Inps precisa che potenziali destinatari sono:

a) i lavoratori collocati in mobilità lunga ai sensi delle leggi n. 176/1998, n. 81/2003, n. 296/2006; b) i lavoratori ultracinquantenni inseriti nel programma di reimpiego di cui alla legge n. 127/2006.

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