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Iva, non si scappa: Occorrono verifiche di affidabilità

del 28/07/2012
di: di Debora Alberici
Iva, non si scappa: Occorrono verifiche di affidabilità
Linea dura contro le frodi fiscali. Sulle cessioni intracomunitarie l'azienda è infatti tenuta a verificare l'affidabilità della controparte altrimenti paga comunque l'Iva se non riesce a provare che la merce sia stata effettivamente consegnata all'estero. Non solo. Sul fronte dell'incertezza normativa il contribuente è comunque soggetto alle sanzioni anche se non ci sono norme precise a suo carico che prevedono adempimenti formali per provare l'immissione dei beni all'estero. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza n. 13457 del 27 luglio 2012.

In particolare ad avviso del Collegio di legittimità, che ha respinto il ricorso di una grande azienda che chiedeva l'esenzione dall'Iva per merci che sarebbero dovute essere consegnate in Francia, sul cedente incombe un vero e proprio dovere di impiegare la normale diligenza richiesta ad un soggetto che pone in essere una transazione commerciale e, quindi, di verificare con la diligenza dell'operatore commerciale professionale le caratteristiche di affidabilità della controparte.

Questo perché «in tema di Iva, nel caso in cui l'Amministrazione finanziaria contesti, pretendendo il versamento dell'imposta non versata, la non imponibilità – ai sensi dell'art. 41, comma I, lett. a), prima parte, del dl 30 agosto 1993, n. 331, convertito nella legge 29 ottobre 1993. n. 427 – della cessione intracomunitaria di beni a titolo oneroso, per difetto del presupposto dell'introduzione dei beni ceduti nel territorio di altro Stato membro, grava sul cedente la prova dei fatti costitutivi del diritto, che intende far valere in giudizio, di fruire della deroga agevolativa rispetto al normale regime impositivo; né è sufficiente, a tal fine, la prova di aver richiesto ed ottenuto la conferma della validità del numero di identificazione attribuito al cessionario da altro Stato membro e di avere debitamente indicato tale numero nella fattura emessa, trattandosi dell'adempimento di obblighi formali prescritti per agevolare il successivo controllo ed evitare atti elusivi o di natura fraudolenta.

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