Consulenza o Preventivo Gratuito

Rimborsi in salvo anche senza sottoscrizione

del 27/07/2012
di: di Debora Alberici
Rimborsi in salvo anche senza sottoscrizione
Il contribuente ha diritto al rimborso dell'imposta anche se non ha sottoscritto la dichiarazione. Questa è infatti una mera irregolarità che può essere sanata.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 13313 del 26 luglio 2012, ha respinto il ricorso dell'amministrazione finanziaria.

In particolare la sezione tributaria ha chiarito che in tema di dichiarazioni rese ai fini fiscali, l'atto non sottoscritto dal suo autore non è radicalmente inesistente e può essere sanato o attraverso la sottoscrizione successiva o attraverso la valutazione in fatto che consentano di attribuire la paternità dell'atto al contribuente, senza richiedere allo stesso una postuma sottoscrizione (perciò ultronea), a fronte della sua volontà di utilizzare l'atto, manifestata in sede processuale.

Già nel 2006, con la sentenza n. 21673, la Corte di cassazione aveva chiarito che le dichiarazioni tributarie prive di sottoscrizione non sono radicalmente inesistenti, ma possono essere sanate, in primo luogo attraverso una successiva sottoscrizione, nonché, conseguentemente, in forza di valutazioni in fatto che consentano di attribuire l'atto al contribuente, senza richiedere «un'ultronea postuma sottoscrizione», superflua a fronte della volontà di utilizzare l'atto manifestata in sede processuale. In quel caso la Ctr aveva ritenuto, in una decisione del 2001, che la mancata sottoscrizione della dichiarazione integrativa presentata ai sensi della legge 30 dicembre 1991, n. 413, non escludeva la provenienza dell'atto da parte del contribuente, «attese le concomitanti circostanze che consentono di riferirla alla parte contribuente». Ciò, dice ancora la Corte, risponde a esigenze di giustizia sostanziale e di buona fede nei rapporti fra cittadini e amministrazione, che hanno trovato sostegno in puntuali interventi legislativi, quali la modifica dell'art. 8 del dpr 29 settembre 1973, n. 600, inserito, in sede di conversione, dalla legge 27 luglio 1994, n. 473, la disposizione è ora collocata nell'art. 1, comma 3, del dpr 22 luglio 1998, n. 322, secondo la quale la nullità (per omessa sottoscrizione)» può essere sanata se il contribuente provvede alla sottoscrizione entro 30 giorni dal ricevimento dell'invito da parte dell'ufficio delle Entrate territorialmente competente.

Nel caso sottoposto all'esame della sezione tributaria a chiedere il rimborso Irap era stato un medico che non aveva sottoscritto la dichiarazione. Ora gli Ermellini hanno firmato il via libero definitivo per ottenere comunque il rimborso d'imposta.

vota