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Tutela: Fascette antifalso sui cibi di qualità

del 26/07/2012
di: di Alberto Grimelli
Tutela: Fascette antifalso sui cibi di qualità
L'iter di approvazione del decreto crescita (dl 83/2012) alla camera dei deputati ha portato significative sorprese per il settore agricolo e in particolare quello olivicolo. Viene infatti introdotto il limite di 30 mg/kg di alchil esteri per gli oli extra vergini «che sono etichettati con la dicitura «Italia» o «italiano», o che comunque evocano un'origine italiana». Il limite stabilito dal regolamento comunitario 61/2011 è invece 75 mg/kg. Un abbassamento significativo voluto soprattutto dalle organizzazioni agricole per tutelare l'eccellenza italiana. Il parametro degli alchil esteri individua infatti fenomeni fermentativi e degradativi delle olive di scarsa qualità. Il superamento della soglia dei 30 mg/kg non darà luogo all'irrogazione di una sanzione, ma farà scattare un accertamento straordinario in base al regolamento comunitario 882/2004. Tale regolamento prevede la possibilità, per gli organi ufficiali di controllo, di eseguire uno screening completo dell'azienda, in merito alla gestione dei processi, al rispetto dell'Haccp e più in generale alla conformità degli alimenti alle varie normative. I costi dell'ispezione e delle eventuali analisi, desunti da apposito tariffario, saranno a carico dell'azienda controllata, così come richiesto dagli articoli 26 e seguenti del predetto regolamento Ue. Ulteriore novità prevista nel decreto crescita è l'introduzione di un rafforzamento della valenza dell'esame organolettico (panel test) per la classificazione commerciale dell'olio extravergine d'oliva. Introdotto fin dal 1991 dall'Unione europea, con il regolamento 2568/91, l'esame organolettico è stato più volte contestato in virtù di una presunta scarsa affidabilità del metodo. Il legislatore italiano stabilisce che tale valutazione sia «obbligatoriamente disposta e valutata a fini probatori nei procedimenti giurisdizionali», così ribadendone la centralità per la filiera olearia. Sarà il Mipaaf a stabilire, con regolamento, «le modalità di accertamento delle caratteristiche degli oli di oliva vergini ai fini della validità delle prove organolettiche». Ma c'è anche un altro dispositivo, nella versione finale del decreto crescita, che si interessa di tutela dalle frodi. Con una novità che interesserà gran parte del mondo agricolo e alimentare. Si tratta dell'introduzione di «sistemi di sicurezza realizzati dall'Istituto poligrafico e zecca dello Stato, basati prioritariamente su elementi elettronici o telematici». Dovranno essere apposti sulle etichette dei prodotti «a denominazione di origine protetta (Dop), a indicazione geografica protetta (Igp), di specialità tradizionale garantita (Stg) o certificati come biologi, ovvero che devono soddisfare determinati requisiti merceologici o specifiche qualitative richiesti da norme relative a organizzazioni comuni di mercato (Ocm), consistenti, tra l'altro, in contraffazioni, falsificazioni, imitazioni e altre operazioni non veritiere apportate sulle menzioni, sulle indicazioni, sui marchi di fabbrica o di commercio, sulle immagini o sui simboli». In base a un emendamento approvato alla camera nei giorni scorsi per far fronte ai rilievi della commissione bilancio, i costi di tale sistema di sicurezza, che verrà implementato a seguito di un apposito decreto interministeriale, saranno a carico delle aziende che ne usufruiranno.

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