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Sanità: Medici di famiglia con ruolo unico

del 21/07/2012
di: La Redazione
Sanità: Medici di famiglia con ruolo unico
Adesione obbligatoria alle forme associative e ai sistemi informativi sanitari, ruolo unico, ristrutturazione del compenso, massimali di scelta variabili regionalmente. Sono le novità principali di quello che dovrebbe essere il nuovo articolo 8 del dlgs 502/92 («riordino della disciplina sanitaria») il cui obiettivo rimarrebbe al momento quello di inserire il testo in un decreto da presentare in consiglio dei ministri entro fine mese. Poche le sorprese per quanto riguarda i contenuti.

Sull'associazionismo, per esempio, il nuovo articolo 8 stabilisce che i prossimi accordi convenzionali dovranno prevedere «l'assegnazione obbligatoria dei medici convenzionati a forme organizzative monoprofessionali (aggregazioni funzionali territoriali)» e «forme organizzative multiprofessionali (unità complesse di cure primarie) che erogano prestazioni assistenziali tramite il coordinamento e l'integrazione dei professionisti delle cure primarie e del sociale».

Nel provvedimento dovrebbe trovare posto anche il ruolo unico dei medici di famiglia e la ristrutturazione del compenso. Per il primo l'accesso sarà regolato da «una graduatoria unica per titoli, predisposta annualmente a livello regionale e secondo un rapporto ottimale definito nell'ambito degli accordi regionali». Per il compenso si demanda all'Accordo collettivo nazionale il compito di prevedere «una quota fissa e una quota variabile per ciascun assistito o per ciascuna ora prestata, definite sulla base della complessità della casistica degli assistiti, come corrispettivi delle funzioni e attività assistenziali, nonché di eventuali funzioni complementari a quelle assistenziali». Non dovrebbe sorprendere neanche quella parte della bozza che impone nei prossimi rinnovi convenzionali «la regolamentazione dell'adesione obbligatoria dei medici all'assetto organizzativo e al sistema informativo definiti da ciascuna regione nonché al Sistema informativo nazionale, compresi gli aspetti relativi al sistema della Tessera sanitaria».

Modificate, invece, le norme sul massimale e sulla scelta del medico. Per il primo, la bozza ammette che il tetto sia «modulabile a livello regionale secondo criteri individuati negli accordi collettivi nazionali». Per la scelta, invece, si conferma la libertà dell'assistito ma si allentano i paletti che impediscono al medico la ricusazione: nella versione riscritta, infatti, sparisce l'aggettivo «eccezionale» dagli «accertati motivi» per i quali il medico di famiglia può ricusare il paziente.

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