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Agenzie fiscali: Firmano convenzioni già vecchie

del 18/07/2012
di: La Redazione
Agenzie fiscali: Firmano convenzioni già vecchie
Le agenzie fiscali firmano convenzioni, sugli obiettivi da conseguire nel 2012, già scadute e per quelle del nuovo corso, post riduzione delle agenzie, si dovrà attendere ottobre. È prevista per oggi la convocazione, da parte di Fabrizia Lapecorella, direttore del dipartimento delle finanze, delle sigle sindacali rappresentanti dei lavoratori del comparto agenzie fiscali. Alla presenza degli stessi direttori delle agenzie delle entrate, dogane e territorio, i sindacati si confronteranno su tutta una serie di problemi sul tappeto, dallo sblocco dei fondi al futuro delle agenzie. Proprio sul sistema delle convenzioni Vittorio Grilli, ministro dell'economia, alla luce della riorganizzazione in corso con il decreto legge 87, ha annunciato in audizione alla Camera che il sistema delle convenzioni dovrà essere rivisto alla luce degli accorpamenti tra Entrate e Territorio e Dogane e Monopoli. E tra calendario di approvazione e tempi tecnici di approvazione dei decreti attuativi i nuovi accordi vedranno la luce non prima di ottobre. Rischiano dunque di essere già superate dalle evoluzioni gli obiettivi predisposti nelle scorse settimane e oggi al vaglio dei sindacati. Passaggio tecnico necessario, spiegano però i sindacati, senza il quale si rischierebbe il blocco delle attività.

Si parte dal creare una banca dati appositamente dedicata a raccogliere le informazioni degli elenchi clienti-fornitori per l'Agenzia delle entrate, a concludere l'attribuzione della rendita presunta agli immobili «fantasma» per il Territorio e accertare almeno un miliardo di euro all'anno di maggiori diritti per le Dogane. Sono, infatti, questi gli obiettivi principali previsti dalle Convenzioni triennali 2012-2014 che regolano i rapporti tra il ministero dell'economia e le agenzie fiscali. Come detto, nel frattempo, però, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del dl n. 87/2012 ha disposto, tra l'altro, l'accorpamento di Territorio e Monopoli rispettivamente a Entrate e Dogane. Per quanto riguarda le Entrate, in ogni caso, la Convenzione stabilisce un obiettivo globale di 10 miliardi di euro da portare in cassa, considerando sia i versamenti diretti sia la riscossione mediante ruolo. Per riuscirci si prevede il potenziamento dei «cervelloni» informatici, con l'obiettivo di incrociare i dati degli elenchi clienti-fornitori (ossia il «nuovo» spesometro) con le risultanze delle dichiarazioni dei redditi presenti nell'Anagrafe tributaria (si veda ItaliaOggi del 15 giugno scorso). Non solo. Al centro dell'attenzione c'è anche l'accertamento sintetico, con 35 mila controlli programmati per il corrente anno, anche se il nuovo redditometro non ha ancora visto la luce e gli uffici stanno continuando ad applicare il vecchio metodo con riferimento all'annualità 2008. Mentre grazie all'obbligo di comunicazione all'Archivio rapporti da parte di banche e intermediari introdotto dal dl n. 201/2011 «l'Agenzia potrà conoscere i saldi e i movimenti finanziari con l'evidenza del totale dare e avere, all'esclusivo fine di individuare posizioni a più alto rischio di evasione da segnalare per i necessari controlli». Super obiettivi assegnati anche all'Agenzia del territorio. Entro pochi mesi dovrà essere conclusa la campagna di attribuzione della rendita presunta agli immobili che non risultano dichiarati in catasto e per i quali i titolari non abbiano provveduto alla regolarizzazione. L'Agenzia garantisce pure il riclassamento, su richiesta dei municipi, delle microzone per le quali il valore catastale risulta fortemente disallineato rispetto a quello di mercato: procedura già realizzata in alcune città italiane, dando luogo a un vasto contenzioso tributario a Milano e Napoli. Infine, il Piano strategico spinge sull'attività di stima fiscale richieste dalle Entrate per il controllo dei valori dichiarati negli atti traslativi.

E sempre in tema di recupero dell'evasione, la Convenzione 2012-2014 moltiplica gli sforzi dell'Agenzia delle dogane. In materia di Iva (Intra e plafond) l'obiettivo è elevare il risultato medio delle verifiche da 175 mila a 190 mila euro ciascuna. Oltre alla contestazione, come detto, di almeno un miliardo di euro di diritti doganali dovuti dagli operatori e non versati.

Cristina Bartelli e Valerio Stroppa

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