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Con il preventivo scritto garantite qualità e trasparenza

del 14/07/2012
di: La Redazione
Con il preventivo scritto garantite qualità e trasparenza
Addio alle tariffe, interviene il Consiglio di stato. Dal 22 luglio prossimo, secondo quanto disposto dal decreto legge n. 1/2012 sulle liberalizzazioni, ai fini della liquidazione delle parcelle professionali da parte di un organo giurisdizionale, tutta la regolamentazione relativa ai compensi professionali sarà sostituita da parametri di riferimento stabiliti con decreto del ministero vigilante. Il Consiglio di stato ha richiesto alcune correzioni al regolamento presentato dal Ministero della giustizia che definisce i parametri in base ai quali il giudice deve liquidare i compensi ai professionisti in caso di contenzioso. Rilevanti le eccezioni poste sul preventivo. «Tanto tuonò che piovve», così ha esordito il presidente nazionale tributaristi Lapet Roberto Falcone, che ha aggiunto: «Ancora una volta abbiamo dimostrato l'importanza del nostro impegno associativo a tutela dell'utenza e dei tributaristi rappresentati. È da tempo, infatti, che rimarchiamo la necessità dell'obbligo di sottoscrizione del mandato professionale, divenuto già prassi consolidata presso i nostri associati».

Il Consiglio di stato, quindi, analizzando il testo, con il parere 3126/2012, è intervenuto a suggerire importanti modifiche, quali la necessità di «rendere chiaro fin dall'inizio nel rapporto tra professionista e cliente il corrispettivo per l'attività da svolgere», proponendo di «inserire nell'articolo 1 un nuovo comma che preveda l'obbligo per il professionista di produrre in giudizio il preventivo di massima reso al cliente e che la mancata produzione, o comunque l'assenza di prova sull'aver fornito il preventivo di massima, costituisca elemento di valutazione negativa da parte del giudice al fine della riduzione del compenso da liquidare».

Occorre tuttavia precisare che nell'iter di approvazione del decreto legge sulle liberalizzazioni, anche il governo aveva dato grande peso alla questione del preventivo. Nella versione originaria del provvedimento infatti il compenso per le prestazioni professionali doveva essere determinato obbligatoriamente in forma scritta e solo nei passaggi successivi di conversione del decreto, il preventivo è diventato di massima e a richiesta del cliente. In ogni caso, la misura del compenso, deve essere adeguata all'importanza dell'opera, va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi, nonché degli estremi della polizza assicurativa, obbligatoria per legge.

Ora, alla luce del parere reso dal Consiglio di Stato, Falcone ha precisato: «L'obbligatorietà del preventivo suggerita dal Consiglio di stato giunge a dare ulteriore conferma al nostro convincimento. L'accordo scritto configura da un canto una garanzia di trasparenza ed equità per l'utente, dall'altro una tutela per il professionista, tale da consentirgli di superare in sede giudiziale, con estrema facilità, l'onere probatorio, ottenendo l'immediata esecuzione delle sue pretese creditizie. Qualità professionale e garanzia per l'utenza sono i principi che ci contraddistinguono da sempre».

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