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Riforma del lavoro: Il via alla mobilità più lunga

del 14/07/2012
di: di Simona D'Alessio
Riforma del lavoro: Il via alla mobilità più lunga
Il governo mette la firma sui ritocchi alla riforma del mercato del lavoro (legge 92/2012): archiviata definitivamente l'ipotesi di una proroga dell'Aspi, il nuovo sussidio di disoccupazione universale entrerà in vigore regolarmente il 1° gennaio 2013, ma si allungherà di un anno la mobilità (dal 31 dicembre 2013 alla stessa data del 2014) di cui beneficeranno prevalentemente gli over50 e i lavoratori delle aziende del Sud Italia. Dopo un braccio di ferro di alcuni giorni con i partiti che sostengono l'esecutivo di Mario Monti, l'intervento del ministro del welfare Elsa Fornero sancisce l'intesa sugli emendamenti che saranno votati all'interno del decreto crescita (83/2012), all'esame delle commissioni Attività produttive e finanze dalla settimana prossima, per sbarcare nell'aula di Montecitorio il 23 luglio. Sul fronte degli ammortizzatori, l'Assicurazione sociale per l'impiego (Aspi), oltre all'ampliamento dei tempi di erogazione dell'indennità di mobilità, potrebbe comprendere ulteriori misure di tutela poiché, si legge in una delle 11 correzioni depositate, «entro il 31 ottobre 2014» il dicastero di via Veneto procederà «insieme alle associazioni dei datori di lavoro e organizzazioni sindacali più rappresentative sul piano nazionale, a una ricognizione delle prospettive economiche e occupazionali in essere» per avviare, «compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, eventuali conseguenti iniziative» di sostegno al reddito.

Inoltre, l'aliquota contributiva per i parasubordinati iscritti alla gestione separata dell'Inps (partite Iva e lavoratori a progetto) non subirà il prossimo anno l'aumento previsto, ma resterà al 27% anche nel 2013, mentre salirà di un punto percentuale nel 2014. Gli emendamenti con il placet di Fornero confermano, poi, l'orientamento della prima mediazione Pd-Pdl sulle modalità di accertamento di una partita Iva genuina, rispetto a una «falsa» (che vede, cioè, il committente servirsi del lavoratore come di un dipendente): la verifica sulla regolarità del reddito verrà effettuata sull'80% della retribuzione percepita non più su un anno solare, come prevedeva la riforma approvata a fine giugno dal parlamento, ma su due. Invariate, a seguire, altre indicazioni provenienti dall'avviso comune sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil con Confindustria (si veda ItaliaOggi del 10/07/2012): possibilità di rivedere il periodo di inibizione tra un contratto a termine e il successivo, che viene affidato alla contrattazione tra le parti (ed eliminato del tutto per le attività stagionali), e ai cassintegrati viene data l'opportunità di svolgere prestazioni occasionali e accessorie per un massimo di 3 mila euro, pagate con i voucher. Una «ciambella di salvataggio» infine, alle aziende ammesse a procedura concorsuale, perché saranno riammesse alla cigs qualora dimostreranno di avere «prospettive di continuazione o ripresa dell'attività, e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli occupazionali».

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