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Niente trucchi tra enti locali e società partecipate

del 05/07/2012
di: Francesco Cerisano
Niente trucchi tra enti locali e società partecipate
Niente trucchi contabili nei comuni e nelle province. Per evitare lo scambio di debiti e crediti reciproci tra enti locali e società partecipate, dall'esercizio finanziario 2012 sarà obbligatorio allegare al rendiconto una nota, certificata dai revisori, che dovrà evidenziare eventuali discordanze tra le poste messe a bilancio e spiegare il perché. Nel caso in cui i conti non tornino, gli enti locali dovranno «senza indugio» e «non oltre il termine dell'esercizio finanziario» provvedere a riallineare debiti e crediti. La bozza di spending review presentata ieri dal governo ai sindacati e alle parti sociali (e attesa oggi in consiglio dei ministri) dedica un capitolo ad hoc al monitoraggio dei conti pubblici. E interviene pure sulle modalità di redazione dei bilanci locali. In attesa che il dlgs sull'armonizzazione dei sistemi contabili (n. 118/2011), attuativo del federalismo fiscale, entri a regime (è in corso la sperimentazione in una settantina di amministrazioni tra regioni, province e comuni, ndr), gli enti locali dovranno inserire nel bilancio preventivo un fondo svalutazione crediti non inferiore al 25% dei residui attivi accumulati da più di cinque anni. Su parere dell'organo di revisione, potranno essere esclusi dalla base di calcolo quei residui per i quali i responsabili finanziari degli enti abbiano certificato le ragioni della persistenza del credito e l'elevato tasso di riscuotibilità.

In house al canto del cigno. I comuni non potranno costituire società né detenere partecipazioni in aziende che prestino servizi esclusivamente nei confronti dell'ente locale. Se la partecipazione pubblica è totalitaria si dovrà provvedere a sciogliere la società entro il 31 dicembre 2013. In alternativa l'intera partecipazione pubblica potrà essere alienata contestualmente all'assegnazione del servizio per cinque anni a decorrere dal 1° gennaio 2014. Le partecipazioni non totalitarie invece dovranno essere vendute con gara entro il 30 giugno 2013. Fino al 2015 alle società partecipate non quotate in borsa, controllate direttamente o indirettamente dagli enti locali, si applicheranno gli stessi limiti alle assunzioni previsti per le amministrazioni controllanti. Le società potranno soltanto avvalersi di personale a tempo determinato o co.co.co. nel limite del 50% della spesa sostenuta nel 2009. La bozza di spending review attua un profondo giro di vite sull'in house stabilendo la messa in liquidazione o la vendita delle società. I cda delle società non quotate a totale partecipazione pubblica dovranno essere composti da non più di tre membri. Due dovranno essere dipendenti della società, mentre il terzo svolgerà le funzioni di presidente e amministratore delegato.

Convenzioni Consip. I contratti stipulati in violazione degli obblighi di fare ricorso alle convenzioni Consip sono nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono causa di responsabilità amministrativa. Ai fini del danno erariale si tiene conto della differenza di prezzo. Questi i settori merceologici per cui sarà obbligatorio rivolgersi alle convenzioni Consip: energia elettrica, gas, carburanti, combustibili per riscaldamento, telefonia fissa e telefonia mobile. Dall'entrata in vigore della spending review e fino al 2014 è sospeso l'adeguamento Istat dei canoni di locazione dovuti dalle p.a. per l'utilizzo di immobili per finalità istituzionali. Dal 1° gennaio 2013 saranno ridotti del 15% i canoni di locazione pagati dalla p.a. per gli affitti. Viene sancito l'obbligo per regioni ed enti locali di concedere in uso gratuito allo stato i propri beni. L'obbligo vale anche all'inverso, ossia per lo stato nei confronti degli enti territoriali. Viene introdotto un parametro massimo metri quadri/dipendente per la gestione ottimale degli spazi negli uffici pubblici. Ogni addetto potrà avere a disposizione da 12 a 20 metri quadri per gli uffici di nuova costruzione e da 20 a 25 metri quadri per i vecchi uffici.

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