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Non è frode prelevare tutti i soldi dal proprio conto

del 04/07/2012
di: Debora Alberici
Non è frode prelevare tutti i soldi dal proprio conto
Non può essere punito per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte il contribuente che, pur avendo già ricevuto le cartelle esattoriali, preleva tutti i risparmi dal conto bancario. Tuttavia le somme sono soggette a sequestro se questo, oltre a disporne, le fa frazionare in tanti assegni circolari rendendole così irrintracciabili al fisco. Sono questi i principi affermati dalla Cassazione che, con la sentenza n. 25677 di ieri, ha confermato il sequestro per equivalente sul conto bancario di un imprenditore che, dopo aver saputo della riscossione delle imposte evase, aveva fatto frazionare i suoi risparmi in tanti piccoli assegni circolari, prelevando così tutto il suo denaro dalla banca. In proposito la terza sezione penale ha chiarito che «pur dovendosi sicuramente affermare che una condotta di disposizione, da parte del proprietario, dei propri beni (come può essere, appunto, quella del titolare di un conto bancario che richieda al proprio istituto di credito di prelevare, anche integralmente, le somme di denaro ivi depositate) non può, evidentemente, integrare l'elemento oggettivo del reato dl sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte di cui all'art. 11 del dlgs. 74 del 2000, gli elementi in fatto della condotta tenuta dagli indagati, per come riportati nell'ordinanza impugnata, oltre che nel decreto di sequestro, lungi dall'essere indicativi di un comportamento semplicemente volto a cercare di disporre dei propri beni, sono stati dal Tribunale ritenuti caratterizzati dalla componente di fraudolenza». Tale comportamento fraudolento che ha fatto scattare le accuse e il sequestro consiste nella richiesta di assegni circolari per far perdere le tracce del denaro.

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