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Niente Imu agli enti ecclesiastici con finalità spirituali

del 30/06/2012
di: di Sergio Trovato
Niente Imu agli enti ecclesiastici con finalità spirituali
Un ente ecclesiastico non ha diritto all'esenzione Ici e Imu se non dimostra con fatti e documentazione certa e probante che l'attività ricettiva è destinata a fini istituzionali di culto e all'accoglienza di gruppi religiosi, pellegrini, nuclei familiari, per incontri di preghiera e convegni spirituali. Lo ha affermato la Commissione tributaria regionale dell'Umbria, terza sezione, con la sentenza n. 30 del 16 marzo 2012.

Per il giudice d'appello, la prova non può essere fornita con documenti «che attestino a priori il tipo di attività cui l'immobile è destinato per statuto o per decreto ministeriale. L'esenzione, deve essere dimostrata “oggettivamente” sulla base della effettiva e concreta attività svolta, pur se la destinazione “statutaria” assegnata all'immobile rientra tra quelle esenti». Il beneficio dell'esenzione dall'imposta locale, infatti, non spetta per gli immobili degli enti ecclesiastici aventi fine di religione e di culto, che siano però destinati allo svolgimento di attività oggettivamente commerciali.

Sulle agevolazioni per gli enti non profit esiste un contrastante orientamento giurisprudenziale. La Commissione tributaria provinciale di Verbania (sentenza 42/2010) ha escluso l'esenzione Ici se in uno stesso immobile convivono attività religiose e commerciali. Quindi, ha ritenuto non esente un fabbricato utilizzato direttamente da una comunità religiosa destinato a casa per ferie, anche quando nell'ambito delle strutture vi sia la presenza di un luogo di culto. Mentre la Commissione tributaria regionale di Torino (sentenza 75/2010) ha sostenuto che gli immobili degli enti ecclesiastici destinati a casa per ferie non sono soggetti all'Ici, nonostante gli ospiti siano tenuti a pagare un corrispettivo. E non si perde il diritto all'esenzione dal pagamento dell'imposta se i fabbricati vengono parzialmente utilizzati per fini commerciali. In senso contrario a quest'ultima pronuncia si è espressa la Corte di cassazione, con l'ordinanza 23548 dell'11 novembre 2011, la quale ha chiarito che un fabbricato utilizzato per l'assistenza di pensionati, che pagano delle rette mensili, è soggetto al pagamento dell'Ici perché l'attività è svolta con finalità commerciali.

Anche per l'Imu gli enti ecclesiastici e non profit non hanno diritto all'esenzione se sugli immobili posseduti vengono svolte attività didattiche, ricreative, sportive, assistenziali, culturali e via dicendo con modalità commerciali. Tuttavia, qualora l'unità immobiliare abbia un'utilizzazione mista, l'esenzione si applica solo sulla parte nella quale si svolge l'attività non commerciale, sempre che sia identificabile.

La parte dell'immobile dotata di autonomia funzionale e reddituale permanente, però, deve essere iscritta in Catasto e la rendita produce effetti a partire dal 1° gennaio 2013. Nel caso in cui non sia possibile accatastarla autonomamente, l'agevolazione spetta in proporzione all'utilizzazione non commerciale dell'immobile che deve risultare da apposita dichiarazione del contribuente.

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