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Tassa pubblicità e Cosap Due cuori e una capanna

del 29/06/2012
di: di Sergio Trovato
Tassa pubblicità e Cosap Due cuori e una capanna
Imposta comunale sulla pubblicità e canone occupazione spazi e aree pubbliche possono coesistere. Tributo e canone non danno luogo a una doppia imposizione. I cartelloni stradali che contengono messaggi pubblicitari, infatti, sono soggetti sia al Cosap che all'imposta sulla pubblicità.

Tuttavia, il canone deve essere calcolato in base all'effettiva occupazione di suolo pubblico e non facendo riferimento alla superficie del messaggio pubblicitario. È quanto affermato dal Consiglio di stato, quinta sezione, con la sentenza 2942 del 22 maggio 2012.

Per i giudici di palazzo Spada, che hanno riformato la sentenza del Tar Lombardia, non comporta una duplice imposizione la previsione nel regolamento comunale del pagamento del canone per l'occupazione di suolo pubblico oltre all'imposta sulla pubblicità.

Il canone però «deve essere calcolato dal comune con riferimento alla effettiva occupazione di suolo pubblico, così come convenzionalmente stabilito e non con riguardo alla dimensione del cartello e del messaggio esposto».

L'imposta sulla pubblicità è dovuta se vengono propagandate merci, prodotti o servizi relativi a un'attività economica. Sono soggetti al tributo i messaggi pubblicitari effettuati, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, attraverso forme di comunicazione visive o acustiche, diverse da quelle assoggettate al diritto sulle pubbliche affissioni. Ex lege, si considerano rilevanti i messaggi diffusi per promuovere la domanda di beni o servizi o comunque finalizzati a migliorare l'immagine del soggetto pubblicizzato.

Il decreto legislativo 507/1993 dispone la tassazione da parte del comune della pubblicità effettuata nel suo territorio mediante insegne, cartelli, locandine, targhe, stendardi o con qualsiasi altro mezzo.

L'articolo 63 del decreto legislativo 446/1997, richiamato nella sentenza del giudice amministrativo, stabilisce invece che i comuni possono escludere l'applicazione nel proprio territorio della Tosap.

Hanno però la facoltà di prevedere che l'occupazione, sia permanente che temporanea, di strade, aree e relativi spazi soprastanti e sottostanti appartenenti al proprio demanio o patrimonio indisponibile, comprese le aree destinate a mercati anche attrezzati, sia assoggettata, in sostituzione della tassa, al pagamento di un canone determinato in base a tariffa.

Pertanto, è evidente che non si configuri una doppia imposizione trattandosi di entrate diverse, i cui presupposti sono del tutto differenti. Peraltro, anche la loro natura giuridica è diversa. Mentre l'imposta sulla pubblicità è un tributo, il Cosap è un'entrata patrimoniale (Corte costituzionale, sentenza 64/2008).

Del resto la Cassazione (sentenza 23244/2006) ha già chiarito che per l'occupazione di un'area pubblica, il comune può richiedere il pagamento sia della tassa che del canone di concessione.

La loro coesistenza non dà luogo a una duplicazione d'imposta, poiché hanno una diversa natura giuridica.

Per il giudice di legittimità, dunque, il comune deve applicare la tassa anche se, per la stessa occupazione, un soggetto provvede già a corrispondere il canone di concessione.

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