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Redditest: Il nuovo redditometro nasce già vecchio

del 27/06/2012
di: Andrea Bongi
Redditest: Il nuovo redditometro nasce già vecchio
Il nuovo redditometro non è ancora sceso in campo ma è già in fuorigioco. Il ritardo nella predisposizione del software Redditest e nell'approvazione del nuovo paniere di beni e servizi sui quali si fonderanno le nuove variabili di stima del reddito sinteticamente accertabile ai nuclei familiari dei contribuenti italiani, ne renderà infatti illegittimo il suo uso retroattivo dal periodo d'imposta 2009.

La suddetta considerazione è basata sulla semplice lettura del nuovo quinto comma dell'articolo 38 del dpr 600/73. Tale disposizione normativa, nella versione novellata ad opera del dl 78/2010, prevede infatti testualmente che la determinazione sintetica del reddito delle persone fisiche potrà essere altresì fondata sul contenuto induttivo di elementi di capacità contributiva individuati mediante l'analisi di campioni significativi di contribuenti, differenziati anche in funzione del nucleo familiare e dell'area territoriale di appartenenza, tramite Decreto del ministero dell'economia e delle finanze da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale con periodicità biennale.Dunque non è solo il software che tarda ad arrivare ma anche il relativo e necessario decreto ministeriale il cui compito sarà quello di approvare, biennio dopo biennio, il nuovo paniere di beni e servizi da prendere a base dell'accertamento sintetico. L'assenza del decreto potrebbe dunque costituire il vero e proprio tallone d'Achille per l'utilizzo retroattivo del nuovo software di calcolo.

Scorrendo la circolare n.18e del 31 maggio scorso sulla prevenzione e contrasto all'evasione nel periodo d'imposta 2012 abbiamo appreso che il nuovo accertamento basato sul redditometro di seconda generazione prenderà avvio solo negli ultimi mesi del corrente anno. Se tutto ciò corrispondesse a realtà, ma il condizionale è quanto mai d'obbligo visti i vari annunci di uscita del software puntualmente smentiti fino ad oggi, allora il citato decreto ministeriale di approvazione del nuovo paniere di beni e servizi nonché delle variabili di calcolo dovrebbe conseguentemente vedere la luce prima dell'utilizzo dell'applicativo da parte degli uffici. Proviamo, solo per un attimo, a esaminare quale scenario normativo si aprirebbe se dette ipotesi dovessero trasformarsi in realtà.

Per facilitare il compito ipotizziamo che il decreto attuativo previsto dal quinto comma dell'articolo 38 del dpr 600/763, nella versione applicabile dal periodo d'imposta 2009 in avanti, veda la luce proprio in data 30 settembre 2012.Grazie ad esso un contribuente potrebbe essere raggiunto da un accertamento da nuovo redditometro in relazione ai redditi dallo stesso dichiarati nel periodo d'imposta 2009 nella cui motivazione verrebbe riportata più o meno questa frase: «Sulla base delle disposizioni contenute nel decreto ministeriale del 30.9.2012 questo ufficio ha rideterminato sinteticamente, ex articolo 38, quinto comma, del dpr 600/73, il suo reddito complessivo dichiarato nel modello Unico 2010 - redditi 2009 in complessive euro...».Ovvio che contro un avviso di accertamento così motivato il nostro contribuente potrebbe opporre in giudizio il disposto di cui al primo comma dell'articolo 3 dello statuto del contribuente ai sensi del quale «le disposizioni tributarie non hanno effetto retroattivo». A prescindere dalle altre motivazioni che potrebbero scaturire dalla lettura del suddetto avviso di accertamento non vi è dubbio che il contrasto fra quanto disposto dal futuro decreto ministeriale e il principio di irretroattività della norma tributaria sancito nella legge n.212 del 2000 costituirebbe il motivo principe sul quale fondare l'impugnativa dell'accertamento da nuovo redditometro presso la giustizia tributaria.C'è però un pericolo da tenere in debita considerazione. L'ammontare dell'imposta media recuperata con l'accertamento sintetico del reddito delle persone fisiche, stando agli ultimi dati diffusi dalla Entrate, è inferiore ai 20 mila euro. Ciò significa che contro detti accertamenti si dovrà passare obbligatoriamente attraverso la nuova procedura deflattiva del reclamo nel quale, tenuto conto che il soggetto chiamato a decidere è lo stesso che ha emanato l'atto, i rischi per il contribuente sono notevoli.

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