Consulenza o Preventivo Gratuito

Apprendistato è investimento. Nei Ccnl sì alla bilateralità

del 26/06/2012
di: di Manola Di Renzo
Apprendistato è investimento. Nei Ccnl sì alla bilateralità
Il 14 giugno il ministero del lavoro ha fornito il proprio parere agli interpelli presentati dal Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, relativamente alla nuova disciplina dell'apprendistato, con particolare riferimento al parere di conformità per il piano formativo individuale dell'apprendista.

È doveroso premettere che, come previsto dall'art. 1 del dlgs 167/11, l'apprendistato, oltre a rappresentare un contratto di lavoro a tempo indeterminato, è finalizzato alla formazione e all'occupazione dei giovani; possiamo aggiungere che si tratta di un contratto chiave per l'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro e un trampolino per il risollevamento dell'occupazione.

Anche il ministro del lavoro Fornero si è espressa in merito, dichiarando che «l'apprendistato deve diventare appetibile alle imprese, non per la flessibilità in uscita che comporta, ma per l'investimento in capitale umano che costituisce. Deve essere un elemento per elevare la produttività delle imprese».

Le divergenze che stanno sorgendo in questo periodo, in fase di applicazione del nuovo Testo Unico sull'apprendistato, riguardano proprio il connubio contratto di lavoro–formazione, due aspetti che nell'apprendistato per volontà normativa, sono correlati tra loro.

Infatti, l'art. 2 del dlgs 167/11 stabilisce: «La disciplina del contratto di apprendistato è rimessa ad appositi accordi interconfederali ovvero ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale … nel rispetto dei seguenti principi… piano formativo individuale da definire, anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali…».

Il tema della formazione, continua a ripetersi all'interno del decreto, l'art.6 dispone che «ai fini della verifica dei percorsi formativi in apprendistato … gli standard professionali di riferimento sono quelli definiti nei contratti collettivi nazionali di categoria…».

Appare dunque chiaro l'intento del legislatore di affermare e rafforzare l'importanza della funzione formativa del contratto di apprendistato, lasciando alle parti sociali la disciplina del contratto stesso e dei relativi piani formativi. Quindi i contratti collettivi di lavoro possono prevedere le modalità di erogazione della formazione e l'istituzione di piani formativi individuali di riferimento. Il contratto collettivo può anche subordinare la validità del contratto di apprendistato al rilascio del parere di conformità da parte dell'ente bilaterale.

Ora, nell'ipotesi dell'azienda che applica un determinato Ccnl, pur non essendo associata all'organizzazione datoriale stipulante il Ccnl applicato, vi è l'obbligo, a mio avviso, di rispettare tutto quanto previsto dal contratto collettivo. La mancata adesione all'Organizzazione datoriale non esime l'azienda dal rispetto del contratto.

La scelta effettuata dal datore di lavoro di applicare un determinato Ccnl rispetto a un altro presente nel medesimo settore di appartenenza, già costituisce una libera volontà, o meglio la manifestazione spontanea di voler rispettare quanto stabilito dal contratto collettivo, perché di fatto è quello che accade. L'azienda fa riferimento non solo al trattamento economico previsto dal Ccnl, ma anche a tutte le altre disposizioni che disciplinano l'intero rapporto di lavoro, e tra questi è presente l'apprendistato.

Di conseguenza, se vi è l'obbligo di sottoporre il piano formativo al parere dell'ente bilaterale, quel parere diviene vincolante ai fini della validità dell'apprendistato medesimo.

Condivido l'affermazione del ministero, quando nella risposta all'interpello dichiara che il parere non è vincolante ai fini della valida stipulazione del contratto in generale; ma se l'azienda fa riferimento a un contratto collettivo e ai fini del contratto di apprendistato, per espressa previsione del dlgs 167/2011, deve rispettare il piano formativo individuato dalle parti sociali stipulanti il Ccnl, e le stesse hanno la facoltà di prevedere la conseguente adesione all'ente bilaterale, allora non si è in presenza di un «diritto di associazione sindacale negativo», allorché l'azienda ha liberamente accettato di rispettare determinate condizioni scegliendo il contratto collettivo da applicare.

Inoltre, ai fini dell'apprendistato, tutto quanto definito dal contratto collettivo è fondamentale per la validità del contratto, perché rappresenta il percorso legittimamente segnato dalle parti sociali, con il quale si è deciso di costruire un rapporto di lavoro.

Lo stesso ministero del lavoro, in un altro punto, interviene riprendendo l'art. 7 del dlgs 167/2011, per cui le modifiche o le integrazioni richieste dall'ente bilaterale al piano formativo individuale, rappresentano un elemento da recepire nel provvedimento di disposizione adottato dal personale ispettivo, in sede di controllo sull'adempimento agli obblighi formativi.

Ancora una volta si ribadisce la stretta correlazione tra contratto e formazione, e tra formazione e contrattazione collettiva, la cui mancata formazione o l'errata formazione erogata, può impedire la realizzazione delle finalità previste nell'apprendistato, sino ad arrivare al mancato riconoscimento, dell'organo ispettivo, del contratto stesso, con l'aggravio retributivo e contributivo che ne consegue.

vota