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Professioni: Riconoscimento più vicino

del 23/06/2012
di: di Lucia Basile
Professioni: Riconoscimento più vicino
A grandi passi verso il riconoscimento delle nuove professioni. Cna Professioni in audizione al senato sul ddl «Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi».

A seguito dell'approvazione del disegno di legge concernente le professioni non organizzate in ordini o collegi, presso l'aula della camera dei deputati, il 22 maggio scorso, è iniziata la discussione in X commissione industria del senato. La commissione, in tale ambito, ha espresso la volontà di proseguire l'esame congiunto dei disegni di legge n. 3270, n. 1329 e n. 1464. Altresì ha deliberato l'istituzione di un comitato ristretto con il compito di procedere, dopo un periodo di consultazioni, all'approvazione definitiva del testo. Il 20 giugno Cna professioni, in rappresentanza anche di Rete Imprese Italia, ha illustrato la propria posizione su questo importante provvedimento. Il documento infatti è stato presentato in audizione dal presidente di Cna professioni Giorgio Berloffa, coadiuvato da Marco Capozi, responsabile Cna relazioni istituzionali. «Un fatto questo di straordinaria importanza. L'aver raggiunto un testo unitario, ed essere stato presentato come Rete Imprese Italia, è un passaggio che ha segnato anche un diverso modo di essere di Rete Imprese Italia relativamente alle professioni non regolamentate», ha commentato Gabriele Rotini, coordinatore nazionale di Cna professioni. A tal proposito il presidente nazionale Lapet, Roberto Falcone, nonché vicepresidente Cna professioni ha aggiunto: «È da rilevare non solo il ruolo, dal punto di vista politico, di rappresentanza che riveste Cna professioni, ma anche, la grande capacità di aver saputo raccogliere il consenso anche delle altre associazioni aderenti a Rete Imprese Italia».

Un documento apprezzato dunque. «Le disposizioni contenute nel disegno di legge, non intendono in alcun modo entrare in conflitto con il mondo degli ordini o albi, per i quali esistono delle apposite riserve di legge sulla cui legittimità e opportunità non esprimiamo alcun parere. Parimenti ci preme sottolineare che il modello di autoregolamentazione definito nel disegno di legge si contraddistingue per la completa volontarietà dei professionisti di aderire ai percorsi qualificatori. È necessario porre il cittadino-utente nella condizione di poter scegliere a chi rivolgersi valutando attentamente gli elementi che, volontariamente, qualificano i professionisti. Siamo in presenza di un modello che in altri importanti paesi europei ha già largamente dimostrato la sua validità ed efficacia, peraltro in perfetta sintonia con l'impostazione europea di determinare un'area di libero esercizio delle attività economiche e professionali accomunata dal rispetto di standard qualitativi che abbiamo una valenza sovranazionale», ha precisato il presidente di Cna professioni Giorgio Berloffa.

Nel documento sono altresì evidenziati gli elementi qualificanti del disegno di legge. In primo luogo, la scelta del legislatore di riconoscere le professioni e non le associazioni. «L'associazionismo», riprende il presidente Falcone, «è un atto di libera scelta e, in quanto tale, non può divenire un momento essenziale ai fini del rilascio di attestazioni di competenza che precluderebbero l'esercizio dell'attività a coloro che non risultassero iscritti. Il disegno di legge si inserisce quindi nel solco delle liberalizzazioni e delle misure di ammodernamento di cui il paese ha forte bisogno per ritornare a crescere». La rapida approvazione del disegno di legge, così come indicato nel documento, rappresenterebbe un importante passo in avanti verso la qualificazione del mercato delle professioni non regolamentate in ordini o collegi. Conferire un adeguato assetto normativo al mondo delle nuove professioni rappresenta una riforma per la crescita, in grado di valorizzare competenze e professionalità, elementi indispensabili per elevare il livello di competitività del paese.

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