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Riforme: Martone, sul lavoro servono più certezze

del 23/06/2012
di: La Redazione
Riforme: Martone, sul lavoro servono più certezze
«In questo momento storico il lavoro è la principale preoccupazione degli italiani. Il nostro compito non è fare stravolgimenti, ma solo una manutenzione del sistema cercando di mantenere un difficile equilibrio con le parti sociali e con le forze politiche». Parola di Michel Martone, viceministro al welfare, che spiega ai consulenti del lavoro presenti al Festival di Brescia i principi ispiratori del ddl di riforma. «Il valore che andrebbe perseguito maggiormente nel nostro ordinamento è quello della certezza del diritto», spiega Martone. «L'obiettivo è molto difficile in un ordinamento come il nostro che è proliferato a causa di un'alluvione di leggi, ma è sicuramente un obiettivo da raggiungere. Molto è stato fatto ma molto altro resta da fare». A cominciare dall'approvazione del testo che, dopo aver incassato il via libera del senato, ora è all'esame della camera. «È innegabile che il ddl ha suscitato tante critiche e al senato si è fatto un ottimo lavoro per cercare di intervenire», conclude il vice ministro. «Non è una rivoluzione che stravolge la legge Biagi, ma è semplicemente un'opera di manutenzione del mercato del lavoro in un momento di grave difficoltà storica». Non la pensa così Maurizio Sacconi, ministro del welfare dell'ultimo governo Berlusconi. «Parliamo di una riforma pessima in ogni sua declinazione», spiega Sacconi, intervenuto anche lui a Brescia, «una regolazione peggiorativa rispetto a quella vigente. Di questi tempi è necessario incoraggiare, non inibire le assunzioni. Il rischio è quello di ritrovarci in un'Italia in cui non valga la pena investire». L'ex ministro non esclude comunque correzioni parlamentari. «C'è un impegno a correggere alcuni aspetti anche senza attendere il monitoraggio», chiosa Sacconi, «certo è che l'attuale ddl va in controtendenza rispetto a quello che chiedeva la Commissione Ue e che serve al paese per ripartire». E non è per nulla soddisfatta della riforma nemmeno Marina Calderone del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro che durante il Festival ha più volte sottolineato il suo giudizio: «In un momento di crisi serve un nuovo sistema di regole che garantisca un futuro ai nostri giovani e non ci sembra che il ddl Fornero vada in questa direzione».
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