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Contribuenti: Redditi, la credibilità ora è in Unico

del 23/06/2012
di: di Maurizio Tozzi
Contribuenti: Redditi, la credibilità ora è in Unico
Redditi in Unico al vaglio della credibilità. Al contribuente ampia possibilità difensiva, che però transita dalla prevenzione e soprattutto dall'analisi della dichiarazione presentata. In attesa che si possa vedere il nuovo redditometro, anche se è bene ricordare che sul piano tecnico non vi è urgenza in quanto tale strumento di accertamento sarà utilizzabile per i periodi di imposta a decorrere dal 1° gennaio 2009, l'occasione della dichiarazione dei redditi è un utile strumento per verificare il rischio selezione dei contribuenti e l'attendibilità della propria posizione fiscale. Sul redditometro, a prescindere dalla sua valenza presuntiva laddove almeno nel nuovo strumento i punti di contatto con gli studi di settore sono più marcati e tali da far propendere verso l'inquadramento nel novero delle presunzioni semplici, vi è un equivoco annoso: non è affatto necessario dichiarare al centesimo il reddito ricalcolato. Analizzando i ricalcoli del passato e rapportandoli alla composizione del nucleo familiare tipico italiano, nonché alle relative spese principali, si sarebbe dovuto concludere che tutti i contribuenti fossero da accertare senza distinzioni. Per esempio, il pagamento di un mutuo e il possesso di due vetture, con il redditometro in uso fino a tutto il 2008, con semplicità conduce a una stima di almeno 70 mila euro. Se si considera che un mutuo e due macchine rappresentano il patrimonio e la spesa minima di ogni famiglia italiana, incluse quelle con i coniugi entrambi impiegati e attestati a un reddito di poco superiore a 50 mila euro, è evidente come il rischio accertamento avrebbe potuto essere estremamente diffuso. Ma così non è mai stato, in quanto la stessa amministrazione finanziaria è sempre stata consapevole di due aspetti: da un lato, un reddito di 50 mila euro del nucleo familiare è evidentemente sufficiente a gestire in toto il pagamento del mutuo e i costi delle vetture, oltre che a consentire un adeguato stile di vita; dall'altro, lo strumento redditometrico è comunque imperfetto e pertanto nel caso di scostamenti non elevati deve essere valutato con le dovute precauzioni. La stima del redditometro, pertanto, non rappresenta affatto un valore obbligatorio da dichiarare ed è inutile effettuare simulazioni al riguardo. Il reale ragionamento da compiere riguarda la credibilità e attendibilità del reddito dichiarato nel suo insieme rispetto ai beni e alle spese del contribuente o del suo nucleo familiare. In sede di dichiarazione deve farsi una valutazione in grandi linee delle spese principali sostenute e comprendere come sono state affrontate. Il reddito può essere anche insufficiente a prima vista, l'importante è che vi siano disponibilità finanziarie legittime che sono state comunque impiegate. Avendo la documentazione di tali disponibilità nel corso dell'anno considerato e la ragionevolezza che le stesse siano state impiegate, tra l'altro, per le spese necessarie allo stile di vita del contribuente, inteso non solo come sostenimento dei costi dei beni e servizi «indice» del redditometro, ma anche come altre occorrenze quotidiane, il rischio redditometro è, di fatto, eliminato. Il punto cruciale della valutazione del reddito dichiarato in Unico, però, transita anche per l'adeguata considerazione del nuovo accertamento sintetico basato sull'ammontare delle spese di ogni genere e dunque per il monitoraggio delle spese principali sostenute nel corso dell'anno. Il fisco, infatti, è ormai a conoscenze di un bel numero di informazioni quali la frequenza di istituti di formazione privati, di centri benessere, di club esclusivi o l'effettuazione di vacanze costose. Orbene, se anche tali costi non dovessero rappresentare dei «beni indice» del nuovo redditometro, comunque la consapevolezza delle spese sostenute avrà un effetto sulla credibilità della dichiarazione. Le alternative, in sostanza, sono due: l'accertamento sintetico basato sulla somma delle spese, sicuramente più pericoloso, oppure il redditometro. Per esempio, con un reddito di 50 mila euro, il primo riscontro da fare riguarda le spese sostenute e le relative giustificazioni. Se le spese ammontano a 80 mila euro e non vi sono documenti finanziari adatti, allora è evidente che il reddito non è credibile ed è di contro accertabile in maniera diretta, quasi bassissime possibilità difensive. Se, invece, le spese ammontano a 40 mila euro, ancorché il sintetico puro non sia espletabile, è altrettanto vero che agli occhi del fisco il reale reddito disponibile sarà di 10 mila euro e dunque dovrà farsi un'adeguata verifica delle altre occorrenze finanziarie per comprendere come si è sostenuta la vita quotidiana e i costi riferiti ai beni indice del redditometro: la difesa dal redditometro resta comunque improba. Laddove, infine, le altre spese dovessero essere di basso ammontare, in Unico sarà sufficiente confrontarsi con gli eventuali ricalcoli del redditometro con le modalità in precedenza esposte, procedendo semplicemente al riscontro circa la capacità di coprire almeno a forfait le spese dei beni indice e le altre necessità di ogni giorno.

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